È definita “surreale, oltre che sterile e tendenziosa” la polemica sollevata dalla parlamentare Carolina Varchi sul murale della Resistenza “Morti per la libertà“, realizzato dall’artista Igor Scalisi Palminteri sulla facciata dell’Istituto comprensivo Alberico Gentili di Palermo. A replicare sono i segretari generali di Flc Cgil Sicilia e Flc Cgil Palermo, Adriano Rizza e Fabio Cirino, che respingono con forza le accuse mosse.
L’opera, ricordano i rappresentanti sindacali, è stata patrocinata dal Comune di Palermo, inaugurata dal sindaco Roberto Lagalla e finanziata dalla Regione Siciliana con il parere positivo della Soprintendenza. Inoltre, ha ottenuto le delibere favorevoli degli organi collegiali dell’istituto scolastico, la cui sede è di proprietà comunale. Seguendo la logica delle dichiarazioni dell’onorevole Varchi tutti questi soggetti, insieme all’Anpi, farebbero “propaganda comunista”, replicano Adriano Rizza e Fabio Cirino.
Al centro del dibattito vi è il significato dell’opera, dedicata ai valori della Resistenza e della Libertà sanciti dalla Costituzione. Il murale rende omaggio a figure come Olema Righi, conosciuta con il nome di battaglia “Wanda”, e Pompeo Colajanni, il comandante Barbato, partigiani che sacrificarono la propria vita per la libertà.
Secondo la Flc Cgil, chi ha partecipato all’inaugurazione ha potuto cogliere “l’unico significato possibile del murale”, ossia un richiamo ai valori costituzionali comuni. L’opera, spiegata pubblicamente dal suo autore, si articola attraverso diversi elementi simbolici come il tricolore, i volti dei protagonisti, la scritta “Con la Costituzione per la Libertà”. Un messaggio complesso, che richiama la memoria storica e l’impegno civile.
La critica della parlamentare si sarebbe invece concentrata sulla presenza di una bandiera rossa, interpretata come segno di propaganda ideologica. Una lettura che i sindacati definiscono semplicistica e frutto di un’ossessione “ricorrente in un’epoca post-ideologica”.
“Chi interpreta, a modo suo, e palesemente in maniera tendenziosa l’opera, che è sì aperta – sottolineano – ma ha dei chiari confini strutturali, che l’autore ha chiarito e può sempre spiegare a chi è disposto ad ascoltare, però andando oltre i pregiudizi e le etichette che impediscono la conoscenza reale delle cose”




