Il Tribunale di Palermo ha emesso la sentenza per 19 persone coinvolte nell’inchiesta sul traffico di stupefacenti nota come “maxi-blitz dei 181”. Il processo, celebrato con rito abbreviato, ha confermato la responsabilità degli imputati, con pene che vanno da poco più di un anno fino a 20 anni di reclusione.
Il Tribunale ha condannato Francesco Zappulla, ritenuto il principale organizzatore del traffico, a 20 anni di carcere. Secondo gli investigatori, Zappulla coordinava l’intera rete di spaccio nella zona di Porta Nuova, regolando i prezzi e punendo chi trasgrediva le regole interne con spedizioni violente.
Altri imputati di rilievo sono Filippo Maniscalco, condannato a 19 anni e 4 mesi, e Vincenzo Selvaggio, che dovrà scontare 19 anni, 10 mesi e 20 giorni. Il Tribunale ha inflitto pene più lievi a Giuseppe Sparacio (1 anno e 4 mesi) e a Luigi Abbate (poco più di 3 anni), mentre ha assolto Kevin Chiarello e Concetta Selvaggio.
Le indagini, condotte l’anno scorso da Carabinieri e Polizia, avevano smantellato un’articolata organizzazione criminale nel cuore del mandamento di Porta Nuova, dove Cosa nostra manteneva un controllo serrato sulle vendite di droga, imponendo un vero e proprio “listino prezzi” per le dosi destinate al dettaglio.
Il Tribunale ha inoltre stabilito il risarcimento per le parti civili che si erano costituite, tra cui importanti realtà impegnate nella lotta alla criminalità organizzata come il Centro Pio La Torre, la Federazione Antiracket, lo Sportello di Solidarietà e l’associazione Quarto Savona 15.



