Sabato 31 gennaio alle ore 16, davanti al Teatro Massimo di Palermo, si terrà una manifestazione pubblica di solidarietà con il popolo iraniano, vittima di una repressione sistematica e di una violenza diffusa da parte della Repubblica Islamica dell’Iran.
L’iniziativa è promossa da una delegazione di studenti iraniani e cittadini iraniani residenti a Palermo, insieme a sostenitori dei diritti umani, per rompere il silenzio internazionale su quanto sta accadendo nel Paese.
Secondo numerosi rapporti di organizzazioni internazionali indipendenti – tra cui Amnesty International, Human Rights Activists e Nazioni Unite – negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane decine di migliaia di persone sono state uccise, ferite o arrestate durante le proteste popolari. Le violazioni documentate includono l’uso sistematico della violenza contro i civili, torture, esecuzioni, repressione negli ospedali, arresti arbitrari e gravi crimini contro l’integrità fisica delle vittime.
Nel gennaio 2026 il regime iraniano ha inoltre imposto un blackout digitale per oscurare la repressione in atto e impedire la diffusione di informazioni, nel tentativo di isolare il popolo iraniano dal resto del mondo.
La manifestazione di Palermo nasce dall’urgenza di dare voce a chi non può più parlare, di chiedere la fine immediata delle violenze e di sollecitare l’Italia e l’Unione Europea ad assumere una posizione chiara e responsabile, attraverso azioni concrete: la sospensione delle esecuzioni dei prigionieri politici, l’applicazione effettiva delle sanzioni contro le strutture di potere del regime, il sostegno al diritto del popolo iraniano a decidere liberamente il proprio futuro.
Questa mobilitazione non è legata ad appartenenze ideologiche o di parte, ma nasce da un principio universale: la difesa della vita, della dignità umana e della libertà. L’appuntamento è aperto a tutta la cittadinanza. Palermo sceglie di non voltarsi dall’altra parte.



