mercoledì, 18 Marzo 2026
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Riuniti oltre 120 avvocati

Palermo, il Comitato Avvocati per il No si mobilita contro la riforma costituzionale

Si è svolta lunedì 16 febbraio alle ore 12.00, presso la sede di Assostampa Sicilia in via Francesco Crispi 286, la conferenza stampa di presentazione del Comitato Avvocati per il No – Palermo, costituito nell’ambito del coordinamento nazionale nato lo scorso 12 dicembre e presente in tutte le Regioni e in tutti i distretti di Corte d’Appello.

A Palermo il Comitato riunisce oltre 120 avvocati, impegnati in tutti gli ambiti professionali. Hanno aderito anche due componenti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Nel corso dell’incontro, sono state illustrate le ragioni del No per il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo e le prossime iniziative di sensibilizzazione sul territorio.

Il segretario del Comitato, Salvo Battaglia, ha espresso una netta contrarietà alla riforma oggetto del referendum. “Noi riteniamo che questa riforma sia inutile perché esalta la separazione delle carriere, in buona parte già in atto. Riteniamo che sia dispendiosa perché comporta la triplicazione del CSM e quindi la triplicazione dei costi. Riteniamo che possa avere effetti nefasti perché rafforza il potere del Pubblico Ministero che così facendo avrebbe un CSM tutto suo. Oltretutto non verrebbe risolto nessuno dei problemi della giustizia. Sicuramente ci sono tanti problemi che riguardano l’amministrazione della giustizia. Noi vorremmo che venissero affrontati. Come per esempio la carenza di organico nei tribunali e nelle procure, la stabilizzazione agli addetti all’ufficio del processo, un piano serio per l’edilizia penitenziaria, perché un conto è l’espiazione della pena, altro la violazione della dignità umana. E poi l’informatizzazione e la digitalizzazione dei processi e delle strutture. Noi con questa riforma non risolveremmo nessuno di questi problemi”.

Sulla stessa linea l’intervento dell’avvocato cassazionista Nadia Spallitta, che ha richiamato i principi costituzionali a fondamento della posizione del Comitato. “Riteniamo che difendere l’indipendenza e la libertà dei magistrati voglia dire difendere la libertà dei cittadini. Crediamo che il nostro assetto costituzionale sia quello più idoneo a garantire la giustizia, l’uguaglianza e quindi la libertà. La nostra democrazia è stata faticosamente raggiunta con l’entrata in vigore della Costituzione italiana, che nasce come reazione al fascismo. La Costituzione è strutturata in modo da garantire la separazione dei poteri e quindi l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. Questa riforma incide profondamente su questi principi costituzionali, rischia di limitare e di ridimensionare il potere giudiziario, l’indipendenza e l’ autonomia dei magistrati, rischia conseguentemente di alterare l’equilibrio così faticosamente raggiunto dall’entrata in vigore della Costituzione ad oggi, a tutto vantaggio del potere politico. Il venir meno del giusto equilibrio tra Poteri dello Stato avrà ricadute negative sul modo di amministrare la giustizia e sulle libertà dei cittadini . Per questo vogliamo tutelare l’assetto costituzionale che prevede il CSM organo costituzionale di autogoverno della magistratura, come organo unitario, liberamente eletto secondo un principio democratico previsto dall’articolo 1 della Costituzione, in virtù del quale la rappresentatività nasce da libere elezioni e non da anonimo sorteggio. Il sorteggio dei componenti del CSM ne ridimensiona il prestigio ed indebolisce la componente togata rispetto a quella laica , in quanto i componenti non daranno più rappresentativi ed espressione di un confronto e di una maggioranza, all’interno della magistratura. Inoltre anche Istituire tre organismi costituzionali , al di là degli enormi costi, due CSM ed un’Alta Corte, indebolisce la magistratura ridimensionando un potere di autogoverno , per Costituzione invece unitario, ed introduce una sorta di giudice speciale , come tale vietato dalla Costituzione, che svolgerà al posto del CSM la funzione disciplinare sui giudici, senza alcuna garanzia che le commissioni che decideranno sulle sanzioni siano composte prevalentemente da giudici e quindi con il rischio che siano soggetti estranei alla magistratura, scelti dalla politica, ad avere questo rilevante potete decisionale. Appare evidente la compromissione del principio di indipendenza dei giudici che solo l’autogoverno del CSM unitario ed elettivo, così come è oggi strutturato, può invece garantire. Non è pensabile che con un colpo di spugna si modifichino ben sette articoli della Costituzione e si annulli una battaglia che è durata quasi 80 anni e che ha portato ad una configurazione del CSM quale pilastro irrinunciabile del nostro assetto democratico”.

Il Comitato Avvocati per il No – Palermo ha annunciato una serie di iniziative pubbliche, incontri e momenti di approfondimento giuridico aperti alla cittadinanza, con l’obiettivo di informare sui contenuti della riforma e sulle ricadute che, secondo i promotori, potrebbero incidere sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e sulle garanzie costituzionali.

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