sabato, 30 Agosto 2025
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La sfida che rievoca un brutto ricordo

Palermo – Frosinone, non una partita qualunque: quei palloni in campo bruciano ancora

Ci sono partite che pesano più di altre, e non per la classifica. Pesano perché hanno radici nella memoria collettiva, perché toccano ferite ancora aperte, perché lasciano dietro di sé cicatrici che il tempo non ha mai davvero rimarginato. Palermo – Frosinone è una di queste.

Oggi al “Barbera” non si gioca una semplice gara di campionato, ma una resa dei conti emotiva. Per i tifosi rosanero questa sfida evoca ricordi che ancora bruciano, quelli della famigerata notte del 2018, quando in palio c’era la Serie A e in campo, più che calcio, si vide teatro da bassa lega.

Chi c’era ricorda bene. Il Palermo, vicino al ritorno nella massima serie, si vide strappare via un sogno tra episodi arbitrali al limite e comportamenti da campetto parrocchiale. Non furono solo i crampi sospetti e le perdite di tempo infinite: la farsa vera arrivò nel recupero, quando sul prato dello Stirpe cominciarono a spuntare palloni come funghi. Uno, due, tre, addirittura quattro. Una scena grottesca, degna di un film comico, se non fosse che in palio c’era la vita sportiva di un club. Le telecamere di Sky colsero persino un componente della panchina gialloazzurra mentre lanciava in campo uno dei palloni “di troppo”. Un’immagine che resta impressa come marchio d’infamia, come simbolo di un calcio che a volte sa essere meschino.

Il risultato lo ricordiamo: il Frosinone di Longo vinse, salì in Serie A e il Palermo restò in B. Ma dietro quel verdetto sportivo si nascondeva molto di più. Quella mancata promozione tolse ossigeno a una società già in crisi, accelerando il declino, che arrivò un anno dopo con i Tuttolomondo, e lasciando alla città un senso di rabbia e impotenza. Chi ama il Palermo sa che quella partita non fu solo persa, fu rubata di dignità.

Ecco perché oggi, a distanza di anni, Palermo – Frosinone non è mai solo “un’altra partita”. È una sfida che sa di riscatto, di memoria, di rivalsa morale. Il “Barbera” sarà carico, ma non sarà concesso ingresso ai tifosi ospiti: scelta inevitabile, visti i precedenti e il clima che circonda da sempre questa sfida.

In campo si affronteranno undici contro undici, certo. Ma sugli spalti ci saranno migliaia di cuori che battono insieme, con un pensiero fisso: cancellare, almeno in parte, l’onta di quella sera del 2018. Perché il calcio è fatto di risultati, ma certe partite valgono molto più di tre punti.

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