martedì, 24 Marzo 2026
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Intervento da 12,8 milioni per la messa in sicurezza del canale tombato: dopo anni di attese, si punta a ridurre il rischio idrogeologico

Palermo, riemerge il fiume dimenticato: 12,8 milioni per salvare il Passo di Rigano

A Palermo scorre un fiume che nessuno vede più. È il Passo di Rigano, un corso d’acqua cancellato dalla vista, inglobato dall’espansione urbana e trasformato in una lunga condotta sotterranea. Eppure continua a scorrere sotto strade trafficate e quartieri palermitani, raccogliendo le acque dei canali Luparello, Celona, Borsellino e Mortillaro e accompagnandole fino al mare. Invisibile agli occhi, ma centrale per l’equilibrio idraulico della città.

È proprio questa invisibilità, costruita nel tempo attraverso tombamenti e urbanizzazione, ad aver contribuito a sottovalutarne l’importanza e, di conseguenza, a rimandare interventi diventati oggi non più rinviabili. Da qui la svolta: la pubblicazione del bando da 12,8 milioni di euro per la manutenzione e la messa in sicurezza del canale segna l’avvio di una fase operativa attesa da decenni.

A gestire l’intervento è la Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha fissato al 4 maggio il termine per la presentazione delle offerte. «Nell’ottica della salvaguardia della pubblica incolumità e della difesa del suolo interveniamo con lavori di grande rilevanza che il capoluogo attendeva da decenni», ha dichiarato Schifani in una nota stampa. «Destiniamo investimenti ingenti per la mitigazione del rischio idrogeologico, nella consapevolezza che la prevenzione sia indispensabile anche per la riqualificazione di ampie porzioni di territorio».

Il progetto arriva al termine di un lungo iter iniziato anni fa con uno studio preliminare del Comune, rimasto però senza sviluppi concreti mentre le condizioni del canale peggioravano progressivamente. Oggi il Passo di Rigano presenta criticità diffuse: detriti accumulati, strutture deteriorate e cedimenti degli argini che riducono la capacità di deflusso, soprattutto durante le piogge intense.

Gli interventi previsti mirano a restituire funzionalità e sicurezza al sistema. Si procederà alla pulizia degli alvei, alla sistemazione delle sezioni idrauliche e alla ricostruzione delle sponde nei tratti più danneggiati. Tra le opere principali è prevista anche la realizzazione di uno scolmatore lungo il canale Luparello, che permetterà di convogliare le acque in eccesso verso un bacino di laminazione, riducendo il rischio di esondazioni.

L’obiettivo è ristabilire condizioni adeguate di sicurezza idraulica e garantire il corretto smaltimento delle acque piovane, in un contesto urbano che nel tempo ha profondamente modificato il proprio assetto naturale. Storicamente, infatti, il Passo di Rigano assicurava il drenaggio della Piana dei Colli verso il mare. Con la crescita della città, però, è stato progressivamente nascosto, senza che venisse meno la sua funzione.

Il suo tracciato attraversa oggi quartieri come Uditore, sottopassa viale Regione Siciliana e prosegue verso Villa Sperlinga e via Sampolo fino alla foce all’Acquasanta, incrociando alcune delle aree più trafficate del capoluogo. Proprio questa condizione lo rende un punto critico in caso di eventi meteorologici estremi.

Lo dimostra quanto accaduto il 15 luglio 2020, quando un violento nubifragio mandò in crisi il sistema: l’esondazione trasformò in pochi minuti viale Regione Siciliana in un fiume, con gravi danni e automobilisti intrappolati. Un episodio che riportò alla luce ciò che la città aveva dimenticato: sotto l’asfalto, il fiume continua a esistere.

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