giovedì, 9 Aprile 2026
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Cecilia Fiore ed Emilio Corrao chiedono interventi urgenti per la sede di via Bernini: “A rischio attività e incolumità dei cittadini”

Palermo, crolla il soffitto al Centro Studi Borsellino: l’appello dei familiari

È chiuso dal 6 aprile per inagibilità la sede di via Bernini del Centro Studi Paolo e Rita Borsellino a causa di infiltrazioni causate dalla pioggia che negli anni stanno provocando danni che, non intervenendo, possono compromettere la struttura. Qualche giorno fa, all’interno della biblioteca è crollato parte del soffitto.

La mancata risposta delle istituzioni agli appelli della governance del centro preoccupa il presidente Teresi e i familiari di Rita Borsellino. Sia per l’interruzione obbligata delle attività a causa del venir meno della sicurezza per chi ogni giorno frequentava questo presidio culturale sia per la tenuta della struttura che mese dopo mese diventa sempre più fatiscente.

Dopo la nota stampa del presidente dei giorni scorsi, c’è un nuovo appello. È quello della figlia di Rita Borsellino, Cecilia Fiore, e del genero Emilio Corrao. Una presa di posizione netta in cui vengono richiesti interventi urgenti da parte delle istituzioni per evitare che un luogo simbolo della memoria civile venga progressivamente indebolito.

Il comunicato

«Riguardo alle gravi criticità che stanno compromettendo la piena operatività della sede di via G.L. Bernini del “Centro Studi Paolo e Rita Borsellino” esprimiamo come familiari, Cecilia Fiore e Emilio Corrao, figlia e genero di Rita Borsellino, e come attori di cittadinanza attiva, la nostra piena e convinta adesione alla dichiarazione diffusa dalla presidenza e dal direttivo.

Riteniamo che l’attuale situazione rappresenti non solo un ostacolo allo svolgimento delle attività quotidiane del Centro, ma anche un rischio concreto per l’incolumità di chi lo frequenta: membri, volontari, studenti, docenti e cittadini. In particolare, la biblioteca – cuore pulsante del Centro e solitamente aperta al pubblico nei giorni feriali – non potrà riaprire a causa del protrarsi del pericolo di caduta calcinacci dal tetto, un rischio inaccettabile che potrebbe arrecare danno a chiunque acceda ai locali.

Con questa nostra adesione intendiamo rafforzare l’appello affinché le istituzioni competenti intervengano con urgenza, garantendo la sicurezza degli spazi e la continuità di un presidio culturale e civile che da anni rappresenta un punto di riferimento per la città di Palermo e per l’intero Paese.

Per noi e per la nostra famiglia, il “Centro Studi Paolo e Rita Borsellino” non è soltanto una struttura fisica, o un luogo di mera conservazione documentale, è il sogno di “memoria operante” che la nostra Rita Borsellino, ha seminato nel suo percorso umano, civile e istituzionale: un percorso che l’ha vista testimone di vita, voce delle donne contro ogni forma di violenza, testimone di resistenza alla mafia e alla relazione – riconosciuta anche in sede giudiziaria – tra mafia e politica. È il luogo che per tutti noi custodisce la sua eredità di sorella, madre, nonna, moglie e soprattutto di donna, capace di trasformare il dolore in impegno, la perdita in responsabilità collettiva, la memoria in azione.

Alla sua “memoria operante”, e in continuità con il suo impegno, come familiari abbiamo dedicato il progetto “Pensilina Rossa 1522”, che esprime il “valore delle donne contro ogni forma di violenza”. Un progetto che promuove un impegno dinamico e concreto anche contro la deriva dei social, quella che dall’etere si traduce nelle stragi annunciate: femminicidi e violenze online che si riversano sulle nostre strade e che troppo spesso vedono i più giovani trasformarsi in carnefici.

E questo non possiamo più permettercelo. Indebolire il Centro Studi significa indebolire i rapporti e le relazioni umane che ogni giorno si tessono per trasformare le conflittualità sociali in un dialogo costruttivo e propositivo, capace di opporsi alla violenza del linguaggio e delle azioni. Indebolire il Centro, anche se solo nella sua struttura fisica, significa mettere a rischio un simbolo che appartiene non solo alla nostra famiglia, ma alla città di Palermo e all’intero Paese. Significa compromettere uno dei più importanti biglietti da visita civili e culturali della città, nato in opposizione al “puzzo del compromesso” del periodo stragista del 1992/93.

La cura è sempre stata la prima attenzione di Rita Borsellino. È nel suo nome e nel solco del suo esempio che, come familiari, rivolgiamo un appello fermo e rispettoso alle istituzioni affinché intervengano tempestivamente, scongiurando il rischio di un arretramento nella tutela e nella valorizzazione di un bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività come luogo di crescita, confronto, libertà e… cura».

Le dichiarazioni del presidente Vittorio Teresi

Dichiarazione del Presidente del “Centro Studi Paolo e Rita Borsellino”, Dott. Vittorio Teresi, in merito alle gravi problematiche strutturali della sede di Via G.L. Bernini e alla mancata risposta dell’Amministrazione comunale

«A causa delle piogge eccezionali di queste settimane, la sede del “Centro Studi Paolo Rita Borsellino”, dovrà ridimensionare sensibilmente le proprie attività; la biblioteca, solitamente aperta al pubblico tutti i giorni feriali, non potrà riaprire per evitare possibili danni alle persone a causa del pericolo di caduta calcinacci dal tetto. Infatti la copertura di immobile presenta preoccupanti infiltrazioni che producono la caduta di acqua nelle stanze sottostanti. Anche le consuete attività di incontro con le numerose scolaresche, che solitamente vengono a visitarci, dovranno essere interrotte per la criticità di cui sopra.

Tutto ciò è stato documentato mediante foto e filmati e le attuali condizioni dell’immobile sono state prontamente segnalate all’Amministrazione comunale, proprietaria del bene concesso al Centro studi, sottolineando la gravità e l’urgenza di interventi risolutivi.

Trattandosi di un bene confiscato alla mafia abbiamo provveduto a informare contestualmente l’Agenzia Nazionale per i beni confiscati, seno di Palermo, che ha immediatamente inviato un ingegnere di fiducia per una prima valutazione dei danni e degli eventuali interventi da effettuare, per una soluzione definitiva degli inconvenienti.

Naturalmente si è trattato soltanto di un sopralluogo informale per avere un’idea precisa dello stato dell’immobile dei rimedi ipotizzabili.

Il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino rappresenta da molti anni un importante presidio di legalità e di impegno civile, ove si svolgono attività educative, formative e rieducative rivolte prevalentemente ai giovani in età scolare e a cittadini che frequentano il centro per attività di studio e approfondimento.

Il ridimensionamento delle attività e il rischio concreto di una loro interruzione rappresenta un gravissimo danno nei confronti di una comunità che, oramai da molti anni, considera il nostro Centro studi come un polo di aggregazione culturale, di confronto e di aggiornamento ed è conosciuto e apprezzato in tutto il territorio nazionale, come è dimostrato dalle numerosissime richieste di visita e di incontri che ogni anno ci pervengono da scuole di ogni ordine grado di tutto il Paese.

Auspichiamo un interessamento tempestivo ed efficace da parte di tutte le Autorità competenti, per scongiurare il rischio di un gravissimo passo indietro rispetto all’uso virtuoso di un bene che simboleggia la bontà della scelta legislativa del riuso sociale dei beni confiscati alla mafia».

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