sabato, 7 Febbraio 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Un fatto simile avvenne qualche mese fa al direttore di QdP, reo di aver raccontato la storia dei tiktoker Davide e Marianna

Palermo, conduttrice tv offesa e denigrata dopo intervista ad omosessuali e a titoker

Giusy Randazzo nel mirino dei social dopo una puntata dedicata alle storie di discriminazione e disagio. La conduttrice palermitana, iscritta alla Federazione Internazionale Turismo e Giornalismo – Press IFTAJ, è stata infatti bersaglio di offese, insulti e commenti denigratori in seguito a una recente trasmissione in cui ha scelto di affrontare il tema dell’odio online, ospitando una coppia gay e Davide e Marianna, coppia dello Zen molto seguita sui social e su TikTok, da tempo presa di mira da attacchi e critiche sul web.

La puntata nasceva con un intento chiaro e dichiarato: offrire uno spazio di ascolto a chi quotidianamente si trova a fare i conti con insulti, discriminazioni e parole d’odio, permettendo agli ospiti di raccontare in prima persona le proprie esperienze. Nessuna volontà di provocare o spettacolarizzare il dolore, ma un confronto sobrio e rispettoso, in linea con il ruolo informativo della televisione.

Durante la trasmissione, la coppia omosessuale ha deciso di esporsi apertamente, parlando della propria relazione e della propria identità. Un racconto sincero e diretto, che avrebbe dovuto favorire comprensione e dialogo, ma che invece ha innescato una nuova ondata di attacchi sui social. Tra i commenti apparsi online, anche domande dal tono apertamente discriminatorio come “perché invitate i gay in trasmissione?”. Una reazione che evidenzia quanto il semplice desiderio di normalità, rispetto e diritto di parola possa ancora essere percepito da alcuni come una provocazione, nonostante si tratti di diritti fondamentali che dovrebbero appartenere a chiunque, indipendentemente dall’orientamento sessuale.

Nella foto Giusy Randazzo

Accanto a loro, Giusy Randazzo ha ospitato Davide e Marianna, da tempo bersaglio di offese e insulti sui social network. Anche per loro lo studio televisivo è diventato uno spazio in cui raccontare le difficoltà quotidiane e le esperienze di discriminazione subite, dando un volto e una voce a storie spesso sommerse dal rumore dell’odio online.

Aprendo le porte del suo programma, la conduttrice ha permesso agli ospiti di esprimersi liberamente, raccontando ciò che affrontano ogni giorno. Un gesto compiuto con finalità umane e informative che, paradossalmente, ha scatenato la reazione più aggressiva da parte di una parte del pubblico digitale.

Non solo gli ospiti, ma la stessa Giusy Randazzo è finita nel mirino degli attacchi, con frasi offensive, paragoni denigratori e tentativi di screditarne la professionalità. Alcuni commenti hanno preso di mira anche l’emittente per cui lavora, definendola in modo improprio una “TV locale”, ignorando il contesto attuale del panorama televisivo italiano, profondamente cambiato con lo switch off e il passaggio al digitale, che ha portato le televisioni a operare su base regionale e in streaming, superando da tempo il vecchio concetto di emittente locale.

«Ho semplicemente fatto il mio lavoro – ha chiarito la conduttrice – dando voce a persone che chiedevano di raccontare ciò che subiscono quotidianamente. Non ho giudicato, non ho imposto opinioni, ho ascoltato».

L’episodio capitato a Giusy Randazzo fa il paio con quello capitato al direttore responsabile del Quotidiano di Palermo Michele Sardo che qualche mese fa intervistò proprio Davide e Marianna con l’intento di raccontare una bella storia proveniente dal quartiere Zen, spesso agli onori della cronaca per fatti violenti o criminali. Anche in quel caso gli insulti, le offese e l’odio social ebbero il sopravvento.

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