Il Tribunale di Palermo ha emesso le prime condanne nel processo sulle estorsioni legate al mandamento mafioso di Resuttana, uno dei più importanti di Cosa Nostra nel capoluogo siciliano. Il Tribunale di Palermo ha inflitto le pene più severe a Giuseppe D’Amore e Mario Muratore, condannandoli a tredici anni di carcere, mentre ha condannato Francesco Balsameli a undici anni di reclusione.
Tra le sentenze spicca anche quella a due anni e due mesi per il notaio Sergio Tripodo.
Il procedimento nasce dall’operazione antimafia scattata nel luglio 2023 e coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia. Le indagini hanno portato alla luce un sistema di controllo capillare del territorio e dell’economia locale da parte del clan.
Al centro dell’inchiesta figura il boss Salvatore Genova, giudicato in un processo separato, che secondo gli investigatori avrebbe ripreso il comando del mandamento dopo la scarcerazione, gestendo il sistema delle estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori.
L’indagine ha inoltre evidenziato infiltrazioni in diverse attività economiche, tra cui agenzie di pompe funebri vicino all’ospedale Villa Sofia, oltre a gelaterie e ristoranti successivamente sequestrati. Secondo l’accusa, il notaio Tripodo avrebbe chiesto l’intervento dei boss per costringere alcuni inquilini a lasciare immobili di sua proprietà.




