venerdì, 29 Agosto 2025
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Lo strazio universale di ogni madre davanti alla morte dei propri bambini, un'opera che richiama fortemente le immagini della guerra che si sta combattendo

Palermo, alla Chiesa dei Fornai arriva “Maria di Gaza”, opera di Filippo Sapienza

È apparsa di notte, in silenzio, come un segno improvviso che si offre allo sguardo e al pensiero. Si chiama “Maria di Gaza” la nuova opera pittorica dell’artista palermitano Filippo Sapienza, collocata sulla facciata della Chiesa dei Fornai, nel cuore dell’Albergheria a Palermo. Un’installazione che non è soltanto arte, ma metafora e denuncia, capace di evocare la lunga e buia notte che da mesi avvolge Gaza.

La scelta del luogo non è casuale. La Chiesa dei Fornai è da sempre legata al culto della Madonna Addolorata e, in particolare, al Venerdì Santo, quando migliaia di fedeli partecipano alla suggestiva processione del Cristo morto seguito dalla Vergine in lacrime. Ora quella devozione si intreccia con l’attualità di una tragedia che sembra senza fine. “Maria di Gaza” diventa così un’immagine contemporanea della sofferenza materna, la stessa che attraversa i secoli e che oggi si rinnova tra le macerie, davanti ai corpi senza vita dei bambini.

Sulle pagine social della Chiesa dei Fornai si legge: “Il nostro quartiere ha nel cuore l’immagine della Madonna addolorata, che ogni anno viene accompagnata in processione il giorno del Venerdì Santo. È stata esposta nella cappella dell’Addolorata, davanti alla facciata della Chiesa, una contemporanea immagine di Maria addolorata che piange, immersa nel silenzio, e un bambino morto di fame a Gaza. L’opera, di Filippo Sapienza, è una contemporanea immagine della Vergine piangente che soffre oggi, sotto le macerie, davanti ai corpi dilaniati di centinaia di bambini”.

Accanto all’opera, una preghiera accompagna i visitatori, parole che intrecciano fede e denuncia: “Ave, o Maria di Gaza Madre che piangi tra le macerie, con il tuo bambino tra le braccia, sotto il cielo che non ha più stelle. Tu sei abbandonata tra le madri, e abbandonato è il frutto del tuo dolore. Santa Maria, Madre di Dio sotto le macerie, prega per noi che continuiamo a guardare senza far nulla, adesso e nell’ora del giudizio di Dio. Amen”.

Con “Maria di Gaza”, l’arte di Sapienza si fa strumento di memoria e coscienza. L’immagine della Vergine che stringe il figlio senza vita richiama lo strazio universale di ogni madre davanti alla morte dei propri bambini, una ferita che non conosce confini né religioni.

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