mercoledì, 21 Gennaio 2026
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Avrebbe sottratto denaro, immobili e beni a una donna fragile abusando del suo stato di infermità

Palermo, anziana raggirata dalla badante: arresto per circonvenzione e truffa

Un’articolata attività investigativa condotta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato in servizio presso la Procura della Repubblica di Palermo ha portato all’arresto di una badante, gravemente indiziata dei reati di circonvenzione di incapace e di indebito utilizzo di carte di pagamento ai danni di una donna palermitana di 79 anni.

L’operazione è stata coordinata dal Dipartimento Violenza di Genere, Violenza Domestica e Tutela delle Vittime Vulnerabili della Procura di Palermo e ha preso le mosse dalla segnalazione presentata all’Autorità Giudiziaria da alcuni parenti dell’anziana. I familiari, infatti, da tempo non riuscivano più a mettersi in contatto telefonico con la donna, ipovedente e affetta da patologie psichiatriche, poiché ogni tentativo veniva ostacolato dalla badante. Una situazione che ha destato forti sospetti e ha spinto i parenti a denunciare quanto stava accadendo.

Da quell’input sono partite serrate indagini che hanno consentito agli investigatori di ricostruire un quadro accusatorio ritenuto particolarmente solido. Secondo quanto emerso, la donna arrestata avrebbe abusato dello stato di infermità psichica e fisica dell’anziana, approfittando anche del rapporto di fiducia legato alla necessaria assistenza quotidiana. In questo contesto, la badante avrebbe indotto la vittima a redigere in suo favore una procura generale e persino un testamento, con l’obiettivo di acquisire la nuda proprietà di due immobili intestati alla settantanovenne.

Parallelamente, l’attività investigativa ha fatto emergere anche un sistematico indebito utilizzo delle carte di pagamento dell’anziana. La badante si sarebbe fatta consegnare bancomat e carte collegate al conto corrente della vittima, attraverso le quali avrebbe effettuato numerosi prelievi, impossessandosi di ingenti somme di denaro.

Proprio per tutelare la persona offesa, una volta accertato il suo stato di vulnerabilità e fragilità psico-fisica, il Giudice Tutelare ha disposto con urgenza la nomina di un amministratore di sostegno.

Elemento centrale dell’impianto indiziario è stato il sequestro preventivo eseguito dalla Polizia Giudiziaria al termine di una perquisizione domiciliare nell’abitazione dell’indagata. All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti e sequestrati contanti per un valore superiore a 32 mila euro, i documenti personali della vittima e le sue carte bancomat, il testamento olografo sottoscritto dall’anziana e un contratto di comodato gratuito stipulato dalla persona offesa in favore di un soggetto vicino alla rete familiare della badante.

Gli accertamenti finanziari sul conto corrente intestato alla settantanovenne hanno inoltre consentito di accertare che, nel solo anno 2024, i prelievi effettuati ammontavano a circa 68 mila euro. Sono emersi anche bonifici bancari utilizzati per l’acquisto di un motociclo e come acconto per l’acquisto di un’autovettura, entrambi mezzi intestati all’indagata.

Sulla base delle risultanze investigative, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso nei confronti della donna la misura cautelare degli arresti domiciliari. Al termine delle formalità di rito, la badante è stata condotta presso la propria abitazione, dove è stata sottoposta alla misura con l’applicazione del braccialetto elettronico.

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