“Cuoricini, cuoricini, per il Palermo cuoricini”. Così avrebbero potuto cantarla i Coma_Cose, se solo non si fossero separati. Gli Inzaghi’s boys, invece, rinsaldano il legame con i propri tifosi con la settima vittoria casalinga di fila e regolano con tre baciuzzi teneri ed affettuosi una Virtus Entella “vorrei ma non posso”. I rosanero sono lanciati come in una finale di skeleton nella rincorsa alle squadre che la precedono, non resta che darsi aiuto con tutta una serie di riti apotropaici per cercare di attassare un po’ le avversarie.
L’AUTOARTICOLATO DI JOEL ED IL VENTO DI SANTA ROSALIA: DUE A ZERO PALERMO
Gol is in the air, parafrasando il titolo della celebre canzone di John Paul Young (clicca QUI se non conosci la canzone). Dopo appena quattro minuti, infatti, il prossimo sindaco di Palermo, Joel Pohjanpalo, sfrutta un cross di Tommy “occhispaccanti” Augello e scatafulla di testa un autoarticolato alle spalle di Colombi. Partita in discesa? Come no… Il Palermo si addormenta come un obeso sul divano dopo pranzo durante la visione di una partita di curling ed è solo grazie Jesse santosubitoanziprima Joronen, che l’Entella non confeziona un petit cadeau per festeggiare questo 14 febbraio. La mano che non ti aspetti arriva da Montepellegrino. Tiro di Ranocchia, respinta del portiere ligure e palla che assume una traiettoria svirgolata solo perché, probabilmente, sospinta da Santa Rosalia con un provvido colpo di vento. Bene così, i rosanero chiudono in vantaggio di due gol.
FIESOLE EXPRESS COL MANCINO E LA VPN DI JESSE
Quattro minuti di secondo tempo bastano per chiudere la partita. Quel diavolaccio di un Palumbo si inventa una serpentina con la quale supera tutta la difesa dell’Entella, dodici steward ed il social media manager rosanero e mette in mezzo un pallone sul quale Pierozzi mette un timbro indelebile con su scritto “3 a 0”. Di partita vera a quel punto ne rimane poca. Diciamo che dopo Marassi, tenere a riposo le coronarie è il regalo più bello che i ragazzi di Inzaghi potessero fare ai propri stremati tifosi. L’Entella ogni tanto tuppulìa dalle parti Jesse tranquillipensoatuttoio Joronen, ma la partita è più al sicuro di una connessione con la VPN. Il fischio finale di Pezzuto ci manda tutti a casa soddisfatti. E nel frattempo non smettiamo di fischiettare “Gol is in the air…”
LE PAGELLE
Joronen 7. Sull’uno a zero vola con quanto fiato in gola e salva il risultato. La striscia rosanero passa sempre dalle sue manone sante e finniche. Se Joel sarà sindaco, a lui spetta minimo minimo un assessorato.
Bereszynski 6,5. Gioca con autorità una partita tutto sommato morbida come un cuscino in memory foam.
Dal 70° Magnani 6. Minutaggio per affinare l’intesa con i compagni di reparto.
Bani 6,5. Partita disputata praticamente in ciabatte, giacca da camera, leggendo un libro con le gambe alzate su un pouf e con in mano una tazza di tisana rilassante alla camomilla, melissa e passiflora. Mancano le sue folate offensive ma, alla terza partita in una settimana, ci stava gestire le forze.
Ceccaroni 6,5. Difensivamente impeccabile, è diventato il primo anello della catena offensiva di sinistra con sovrapposizioni su sovrapposizioni. Clonato.
Dal 81° Veroli s.v.
Pierozzi 7. I rosa attaccano più spesso dall’altra parte, ma quando parte il Fiesole Express per l’Entella sono dolori. Il mancino con cui impallina Colombi è una delizia per gli occhi.
Segre 6,5. Dal vangelo secondo Pippo: correre come un maratoneta etiope e pressare come un dannato. Preghiamo.
Dal 70° Gomes 6. Entra con la partita già sui titoli di coda e gestisce.
Ranocchia 7. Gioca con sapienza tattica e segna un gol con una traiettoria che ha ricordato un gol di Von Bergen (se non lo ricordate, cliccate QUI) in un Sampdoria – Palermo di qualche lustro or sono.
Dal 78° Blin s.v.
Augello 7,5. Non è un esterno, è una macchina sparapalle di quelle che si usano nel tennis. Dalla sua fascia non partono cross ma cioccolatini da scartare e da divorare con ingordigia. A Palermo non c’era così tanta vita a sinistra dai tempi delle feste de l’Unità degli anni ’90.
Palumbo 8. Nella sua prestazione c’è tutto: quantità, qualità, convenienza ed ampio parcheggio. Pressing altissimo per tutto il match e, palla al piede, disegna calcio come fosse Van Gogh. Palermo – Virtus Entella, olio su erba, Palumbo 2025. Artista.
Le Douaron 6,5. “Il fantasma di Brest” c’è e mette paura ai poveri difensori dell’Entella. Il francese non si risparmia mai e slenzuola di brutto facendo a botte con chiunque. Gli tocca il cambio, ma non sarebbe uscito neanche sotto tortura.
Dal 70° Johnsen 6. Compitino con la partita ormai incanalata.
Pohjanpalo 6,5. “Crossatemi una lavatrice e io lo colpirò di testa”, diceva un tempo Pasquale Luiso. Lo stesso vale per il finnico biondo che fa impazzire il mondo. Il gol, infatti, è una bordata di testa implacabile. Però, a tratti, è apparso un po’ avulso dal gioco e forse un po’ stanco.
Inzaghi 7. A volte piace più, a volte meno. Ma ha creato una squadra che lotta e vince. Meriterebbe la lode se facesse anche delle scelte un po’ più ruffiane. Per esempio: se vinci 3 a 0 contro l’Entella al 50°, non sarebbe stato il caso di fare giocare una bella mezz’oretta anche a Giacomino Corona? Che poi magari ti segna pure e vinciamo il premio come migliore favola di San Valentino? No, al mister queste cose da romantici non piacciono. Ma vince e a noi questa cosa piace da impazzire.




