sabato, 3 Ottobre 2026
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La Procura ha aperto un'inchiesta sulla morte della giovane specializzanda in medicina. Ipotesi overdose di farmaci

Palermitana trovata morta nel Messinese: indagini sul compagno

La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta sulla tragica scomparsa di una giovane di 31 anni, originaria di Palermo, specializzanda in medicina al Policlinico di Messina, rinvenuta priva di vita all’interno dell’abitazione di via Catili dove risiedeva. Il fascicolo d’indagine, coordinato dal procuratore Giuseppe Verzera insieme ai sostituti Veronica De Toni ed Emanuela Scali, vede l’iscrizione nel registro degli indagati del compagno della vittima, un 29enne nativo di Brindisi.

A lanciare l’allarme è stato proprio il giovane che, notando il rapido peggioramento delle condizioni di salute della partner, ha richiesto l’intervento del 118. L’ipotesi investigativa principale punta a un’intossicazione acuta da oppioidi, ma solo gli accertamenti medico-legali e gli esami tossicologici disposti dalla magistratura potranno confermare la causa del decesso.

Gli inquirenti stanno concentrando le proprie verifiche sulla precisa ricostruzione delle ore antecedenti al dramma e sulla provenienza delle sostanze. Interrogato a lungo in Procura alla presenza del proprio legale, l’avvocato Giuseppe Ciminata, il compagno della vittima ha riferito di essere in cura presso il Sert di Brindisi per problemi di tossicodipendenza e di seguire una terapia a base di metadone, farmaco che sosteneva di tenere nascosto per tutelare la donna. Nel corso delle sue dichiarazioni è emerso anche il riferimento al fentanyl, che la 31enne avrebbe assunto procurandoselo autonomamente nel luogo di lavoro.

I Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno effettuato rilievi nell’appartamento, sottoponendo a sequestro flaconi di morfina, midazolam e levometadone riconducibili al Sert pugliese, unitamente al piano terapeutico del 29enne e agli smartphone della coppia. L’analisi dei dispostivi e dei reperti servirà a tracciare la filiera del reperimento dei farmaci.

Per il 29enne si ipotizzano reati connessi alla detenzione di sostanze stupefacenti e alla morte come conseguenza di altro delitto, pur in assenza di provvedimenti di fermo. Nella notte successiva all’interrogatorio, l’uomo è stato inoltre ricoverato presso il pronto soccorso dell’ospedale locale a causa di un improvviso malore. La posizione dell’indagato resta al vaglio dell’autorità giudiziaria in attesa del conferimento dell’incarico per l’autopsia.

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