giovedì, 9 Aprile 2026
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Indagini della Polizia di Stato anche nel Trapanese: coinvolti minorenni radicalizzati sui social

Operazione anti terrorismo a Palermo: due fermati per propaganda jihadista

Una vasta operazione contro l’estremismo islamico è stata condotta dalla Polizia di Stato nella mattinata del 7 aprile 2026, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo. L’indagine, sviluppata dalla Sezione Antiterrorismo della DIGOS di Palermo insieme alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha portato all’esecuzione di due decreti di fermo nei confronti di cittadini stranieri domiciliati nel capoluogo siciliano, accusati di istigazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo.

Parallelamente, sono state eseguite cinque perquisizioni personali, domiciliari e informatiche, tra Palermo e Marsala, che hanno coinvolto anche due minorenni stranieri residenti nella provincia di Trapani. Nei loro confronti, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni ha ipotizzato il reato di detenzione abusiva di armi da sparo. I giovani sarebbero emersi nel corso delle indagini come contatti diretti dei soggetti fermati.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due indagati principali avrebbero diffuso sui social network, in particolare su TikTok e Instagram, contenuti di propaganda jihadista e messaggi espliciti di incitamento alla violenza. I post analizzati mostrano un chiaro percorso di radicalizzazione, caratterizzato dall’esaltazione della jihad e del martirio religioso, nonché da inviti a colpire l’Occidente e i cosiddetti “miscredenti”. Le espressioni utilizzate, spesso violente e dirette, fanno riferimento alla necessità di eliminare i nemici e colpire le loro città.

Tra i contenuti più inquietanti documentati dagli investigatori figurano immagini simboliche e fortemente evocative, come quella della Casa Bianca in fiamme con la bandiera dello Stato Islamico al posto di quella statunitense, o riferimenti a figure chiave del terrorismo internazionale come Osama Bin Laden e leader dell’ISIS. Particolarmente significativo è un video in cui, sullo sfondo del vessillo dell’ISIS, vengono rappresentati atti di violenza nei confronti di prigionieri, accompagnati da un messaggio minaccioso rivolto agli Stati Uniti e ai loro alleati, in cui si evoca una guerra inevitabile e una visione estremista della vittoria o del martirio.

Le indagini hanno inoltre evidenziato la condivisione di materiali che documentano attività di addestramento fisico e preparazione al combattimento, spesso accompagnate da canti religiosi noti come “Nasheed” e da simboli riconducibili all’estremismo islamico. In alcuni casi, i soggetti immortalati eseguivano gesti simbolici di sgozzamento o mostravano armi, rafforzando il quadro di una pericolosa adesione ai principi del fondamentalismo.

Nel medesimo contesto investigativo sono emersi altri tre minorenni stranieri, due dei quali presenti nel territorio trapanese e uno nel Nord Italia, accomunati da una forte fascinazione per le armi. Le perquisizioni hanno consentito di sequestrare una pistola soft-air priva del tappo rosso nell’abitazione dei minori in provincia di Trapani, oltre a numerosi dispositivi informatici utilizzati per la diffusione dei contenuti online.

Al termine delle operazioni, i due soggetti destinatari dei provvedimenti di fermo sono stati trasferiti presso la Casa circondariale “Pagliarelli” di Palermo. Durante le perquisizioni a loro carico, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato diversi dispositivi elettronici e una replica di pistola mitragliatrice priva del tappo rosso, insieme a oggetti recanti simbologie islamiste.

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