domenica, 12 Aprile 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Lo specchio di una città che deve scegliere chi vuole essere

Onda selvaggia a Mondello, spiaggia ridotta a immondezzaio: è colpa di La Vardera o dell’inciviltà dei palermitani?

La spiaggia di Mondello, una delle cartoline più belle di Palermo, torna ancora una volta al centro del dibattito pubblico. Non per il suo mare cristallino o per il fascino della borgata marinara, ma per l’ennesima immagine indecorosa lasciata dopo una giornata di affollamento: poche ore di solita anarchia che ha lasciato rifiuti ovunque, degrado, assenza di regole.

È troppo facile, e forse anche comodo, cercare un responsabile di turno. Tirare in ballo il deputato regionale Ismaele La Vardera che si è battuto per una Mondello libera, soprattutto da ombre poco edificanti, o qualunque altro protagonista della scena pubblica come sindaco e assessori, rischia di diventare un alibi collettivo. La verità, scomoda ma evidente, è un’altra: il problema è culturale. È l’inciviltà radicata di una parte della cittadinanza che continua a considerare gli spazi pubblici come terra di nessuno.

Il degrado annunciato

Quello che è accaduto nelle scorse ore era ampiamente prevedibile. Una giornata di sole in pieno aprile, temperature quasi estive e una spiaggia accessibile a tutti hanno attirato migliaia di persone. Ma a questa “invasione” non ha fatto seguito un adeguato senso di responsabilità.

Ambulanti abusivi che occupavano marciapiedi e arenile, motorini parcheggiati ovunque, perfino sulla sabbia, assenza di controlli efficaci, giovani lasciati senza alcuna regolamentazione: un quadro che si ripete ciclicamente e che non può e non deve reiterare durante l’estate che è alle porte.

Perché quando il sole tramonta, resta un conto da pagare, fatto di bottiglie, plastica, resti di cibo e sacchi abbandonati, con i gabbiani a completare lo scenario, ma soprattutto una sconfitta che non è solo istituzionale ma di tutta la cittadinanza.

L’intervento tampone non basta

L’assessore Edy Tamajo, ha annunciato un intervento di pulizia straordinaria già alle prime luci dell’alba, dopo aver contattato l’assessore comunale Piero Alongi.

Un gesto doveroso che restituisce decoro alla spiaggia nel giro di poche ore. Ma resta, inevitabilmente, un’azione tampone. Perché il problema non è solo rimuovere i rifiuti: è evitare che vengano abbandonati. Oggi per esempio è prevista un’altra giornata calda e una nuova invasione: quanti interventi tampone serviranno?

Il falso mito del “serve un padrone”

C’è poi un’altra riflessione che emerge con forza: davvero la soluzione è tornare a un sistema chiuso, controllato da un unico soggetto, come accaduto per decenni con l’Italo Belga? Davvero per mantenere ordine bisogna rinunciare alla libertà di accesso?

È una scorciatoia pericolosa. Significherebbe ammettere che la collettività non è in grado di gestire un bene comune senza essere “sorvegliata” da un privato. Una resa culturale prima ancora che amministrativa. La spiaggia deve restare di tutti. Ma proprio per questo deve essere rispettata da tutti.

Una prova di maturità collettiva

La stagione balneare che sta per iniziare rappresenta un banco di prova. Non solo per le istituzioni, chiamate a garantire controlli, sicurezza e servizi adeguati, ma soprattutto per i cittadini.

Le parole riportate nel post dell’assessore Tamajo sono semplici ma centrali: considerare il bene comune come un’estensione della propria casa. È qui che si gioca la partita. Perché nessuna ordinanza, nessun bando, nessuna presenza delle forze dell’ordine potrà mai sostituire il senso civico e una presa di coscienza e di responsabilità. E, forse l’aspetto più importante: un po’ di amore verso la propria città.

GUARDA IL VIDEO SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK, CLICCA QUI

22.7 C
Palermo

Seguici sui social