Una grave tragedia si è consumata nel Mediterraneo, al largo della Libia, dove un’imbarcazione carica di migranti si è ribaltata provocando numerosi morti e dispersi. Secondo le prime informazioni, 32 persone sono state tratte in salvo, mentre sarebbero circa 80 i dispersi in mare. La guardia costiera italiana ha recuperato anche i corpi senza vita di due migranti.
Il barcone, lungo tra i 12 e i 15 metri, era partito dalla zona di Tripoli con a bordo decine di persone di diverse nazionalità, tra cui pakistani, bengalesi ed egiziani. Dopo alcune ore di navigazione in condizioni difficili, il mare agitato avrebbe provocato infiltrazioni d’acqua nello scafo fino al capovolgimento dell’imbarcazione, avvenuto dopo circa 15 ore di viaggio.
Il gruppo sarebbe partito nella notte tra venerdì e sabato da Tajoura, in Libia, a bordo di un natante in legno dotato di due motori. Alcuni dei migranti soccorsi hanno riferito che a bordo vi erano circa 110 persone, molte delle quali sono finite in acqua al momento del ribaltamento.
Le operazioni di salvataggio sono state condotte dalla motovedetta Cp327 della guardia costiera italiana, con il supporto delle navi Ievoli Grey e Saavedra Tide. I superstiti sono stati condotti al molo Favarolo di Lampedusa, dove hanno ricevuto la prima assistenza.
Il naufragio è stato documentato anche attraverso immagini aeree scattate durante la fase dell’allarme, che mostrano i momenti concitati immediatamente successivi al ribaltamento del barcone. La tragedia riporta l’attenzione sui rischi delle traversate nel Mediterraneo, spesso affrontate su imbarcazioni precarie e in condizioni meteo difficili.




