Articolo 9 lancia un appello alla Regione Siciliana per salvare i Beni Culturali. Lo fa da Siracusa, dove al Castello del Solacium, si è svolta l’Assemblea regionale programmatica dell’associazione, alla presenza di numerosi operatori culturali, amministratori e professionisti del settore: “Intendiamo aprire un confronto immediato con il Governo regionale per il rilancio del sistema dei Beni Culturali in Sicilia, altrimenti destinato al collasso”. Con queste parole il presidente di Articolo 9, Fabio Granata, ha concluso i lavori dell’incontro.
Nel corso dell’assemblea programmatica sono emerse proposte e richieste precise per rilanciare un comparto strategico per l’identità e l’economia dell’Isola. In particolare, Alberto Samonà, già assessore regionale dei Beni Culturali e componente del Cda del Parco Archeologico del Colosseo, ha chiesto l’abrogazione della norma approvata nel 2023 dall’Ars che prevede il prelievo forzoso a favore dei Comuni di una cospicua percentuale sui proventi degli incassi dei parchi archeologici: “Un prelievo che confligge con l’autonomia scientifica, finanziaria, contabile e organizzativa dei parchi – ha dichiarato Samonà – e che dirotta altrove risorse necessarie per la tutela e la valorizzazione sostenibile dei luoghi della cultura siciliani”.
Articolo 9 ha quindi definito una piattaforma programmatica da sottoporre al Governo regionale. Tra le priorità indicate vi è l’approvazione di una norma che renda pienamente autonomi anche i principali musei regionali, sul modello dei parchi archeologici, garantendo loro strumenti gestionali moderni ed efficaci. È stata inoltre proposta l’emanazione di un bando internazionale per individuare i nuovi direttori dei musei e dei parchi archeologici, aperto anche a competenze esterne all’Amministrazione regionale, al fine di attrarre professionalità di alto profilo.
L’associazione ha sottolineato, inoltre, l’urgenza di avviare nuove procedure concorsuali per rafforzare e riorganizzare la dirigenza dei beni culturali, prevedendo espressamente l’inserimento di figure specialistiche quali archeologi, storici dell’arte, architetti esperti di paesaggio, naturalisti, bibliotecari, archivisti, restauratori ed esperti giuridici in materia di appalti e contratti.
È stato, inoltre, chiesto il rilancio del ruolo del Consiglio regionale dei Beni Culturali e della Conferenza dei Capi d’Istituto, strumenti fondamentali di coordinamento e indirizzo.
Ampio spazio è stato dedicato alla necessità di creare una rete stabile per gli spettacoli e le attività culturali nei teatri antichi e nei luoghi della cultura, attraverso una commissione di tecnici esperti in conservazione e una programmazione coordinata con promozione unitaria. Particolare attenzione è stata rivolta anche alla valorizzazione delle nuove professionalità, da coinvolgere non solo in attività di tirocinio ma anche in forme di lavoro qualificato, grazie a protocolli d’intesa con Scuole di Specializzazione e Master di secondo livello operanti in Sicilia.
Tra le altre proposte, Articolo 9 ha indicato l’esigenza di una nuova disciplina che consenta di affidare a enti locali, associazioni e imprese culturali la gestione di siti regionali oggi poco valorizzati o chiusi, nell’ambito delle norme sul partenariato pubblico-privato. È stata inoltre avanzata l’idea di istituire un Albo regionale dei professionisti e degli esperti che hanno maturato esperienza all’interno dell’Assessorato ai Beni Culturali, da utilizzare per la composizione di commissioni tecniche e comitati scientifici.
L’associazione ha chiesto anche la creazione, all’interno del Dipartimento regionale, di un ufficio dedicato alla Carta dei Rischi del patrimonio culturale dell’isola, con funzioni di coordinamento delle politiche di tutela e conservazione dei beni culturali e del paesaggio, e la definizione di un brand unico per il sistema dei parchi archeologici, dei musei regionali e dei siti Unesco siciliani, accompagnato da iniziative di educazione permanente nelle scuole. Completano il quadro delle proposte l’istituzione di una direzione regionale per l’Arte Contemporanea che possa rilanciare il settore a partire dal ruolo del Museo Riso, e la revisione della legge sullo stop al consumo di suolo.
“La Sicilia possiede un patrimonio straordinario – ha concluso Granata – ma senza scelte coraggiose e riforme strutturali rischia di disperderlo. Articolo 9 è pronta a fare la propria parte per costruire un nuovo modello di gestione culturale all’altezza della nostra storia”.

All’assemblea programmatica sono intervenuti, tra gli altri, Fulvia Toscano, portavoce di Articolo 9 e Consigliere della Biblioteca Nazionale di Roma; Daniele Tranchida, docente universitario, già assessore regionale al Turismo; l’archeologo Lorenzo Guzzardi, già direttore del Parco Archeologico di Leontinoi e Megara; Vicky Di Quattro, Direttore Artistico del Teatro Donnafugata; Francesco Rovella, direttore della Galleria Cartabianca di Catania; Pierangelo Grimaudo, docente universitario; Carlo Castello, del direttivo Nazionale Guide Turistiche; l’esperto di politiche comunitarie Antonio Arena; l’architetto Vincenzo Latina; Marco Mastriani, Presidente Regionale di Federparchi; la scultrice Stefania Pennacchio; Andrea Passanisi di “Opera con la Cultura”; l’archeologo Paolo Scalora di Archeoclub e altri ancora.




