La gestione di un tratto di spiaggia a Mondello per la prossima stagione estiva avrà un costo fisso di 6.900 euro per l’intero periodo. Non si terrà alcuna asta al rialzo. I 13 lotti in cui sarà suddivisa la spiaggia, un tempo gestita dalla società Italo Belga, verranno assegnati dalla Regione sulla base della qualità del progetto di gestione presentato dagli imprenditori interessati.
I bandi predisposti dall’assessorato regionale al Territorio, guidato da Giusi Savarino, sono ormai pronti e attendono soltanto l’ufficializzazione. Un incontro tra la stessa assessora e i rappresentanti del Comune di Palermo ha permesso di chiarire gli ultimi dettagli e definire il testo definitivo. Anche il sindaco Roberto Lagalla è stato informato degli accordi raggiunti. La Regione avrà il compito di assegnare le concessioni, ma lo farà seguendo le indicazioni fornite dal Comune, che saranno integrate nel Pudm, il piano regolatore delle coste attualmente in fase di approvazione.
Rispetto alle prime ipotesi circolate, i lotti messi a bando saranno 13 invece dei 8 inizialmente previsti. Tecnici regionali e comunali hanno effettuato sopralluoghi sulla spiaggia per definire con precisione le aree disponibili, escludendo quelle già interessate da concessioni ancora valide. Ogni lotto avrà in media una superficie di circa mille metri quadrati.
Un’altra novità riguarda il canone, per ciascun lotto sarà previsto un costo unico di 6.900 euro per tutta la stagione. La scelta è stata fatta per rendere più appetibile la partecipazione ai bandi. Le associazioni di categoria avevano infatti espresso preoccupazione per i tempi molto brevi delle concessioni, limitate a soli 90 giorni, che avrebbero reso difficile recuperare gli investimenti necessari per avviare l’attività, come l’acquisto di ombrelloni, lettini e l’allestimento di strutture come i bar. Per evitare che le gare andassero deserte, la Regione ha quindi deciso di contenere i costi.
In assenza di un’asta economica, se più operatori presenteranno domanda per lo stesso lotto, la scelta ricadrà su chi proporrà il progetto di gestione migliore. Nei bandi saranno indicati alcuni requisiti minimi e criteri di valutazione che premieranno l’esperienza nel settore, il numero di assunzioni previste e l’attenzione all’occupazione giovanile. Ogni imprenditore potrà partecipare a più gare, ma potrà ottenere al massimo una sola concessione, questo permetterà la presenza di 13 gestori diversi.
Le concessioni avranno durata di 90 giorni, ma il periodo effettivo di attività sarà più lungo. I giorni necessari per montare e smontare le strutture non saranno infatti conteggiati nel limite dei tre mesi, consentendo comunque l’apertura del lido. Questo sistema, già utilizzato in altre zone della Sicilia, permetterà di coprire praticamente tutta la stagione che va dal 15 maggio fino alla fine di settembre.
Parallelamente verrà ampliata anche l’area di spiaggia libera. La normativa prevede che accanto a ogni concessione temporanea siano garantiti cento metri di arenile accessibile gratuitamente. In totale si arriverà così ad almeno 1.300 metri di spiaggia fruibile da tutti. Tuttavia queste zone non resteranno completamente prive di servizi. Regione e Comune hanno deciso di attrezzarle con spazi dedicati ad attività sportive e ricreative, come campi di beach volley e beach soccer. I progetti saranno presentati dalla giunta comunale e finanziati con un fondo regionale da 5 milioni di euro istituito con la Finanziaria 2026.
L’obiettivo è offrire più opportunità di svago in spiaggia mantenendo l’accesso gratuito, ma allo stesso tempo evitando situazioni di disordine e sovraffollamento.
La Regione punta a pubblicare i bandi entro pochi giorni e a stilare le graduatorie nel giro di un mese. Tuttavia sull’intera operazione pesa il ricorso annunciato dalla società Italo Belga, storica concessionaria dell’area per oltre 110 anni. La società è stata dichiarata decaduta dalla concessione di circa 36 mila metri quadrati, per cui pagava circa 56 mila euro, dopo una relazione della prefettura che ha segnalato possibili infiltrazioni mafiose, portando al rifiuto del certificato antimafia. Se il Tar dovesse concedere una sospensiva in attesa della decisione nel merito, il piano della Regione potrebbe subire un brusco stop.




