Il bradipo è un mammifero erbivoro famoso per la sua estrema lentezza, che vive nelle foreste del Centro e Sud America, nutrendosi principalmente di foglie, fiori e germogli. La fotosintesi clorofilliana è il processo vitale con cui le piante, usando luce solare, acqua e anidride carbonica, producono il proprio nutrimento (glucosio) e rilasciano ossigeno, grazie alla clorofilla nelle foglie. La Rivoluzione Francese è stata un evento epocale che ha segnato la fine dell’Ancien Régime e dell’assolutismo monarchico in Francia, introducendo concetti come libertà, uguaglianza e fratellanza.
Sì, lo so che vi aspettavate tutt’altro genere di commento, ma Modena – Palermo, parafrasando Enrico Montesano in “Febbre da Cavallo”, probabilmente passerà alla storia come una delle partite più inutili da quando l’uomo ha inventato il pallone. Guardare per intero questa gara è stato un esercizio che neanche Leopold Von Sacher-Masoch avrebbe mai osato romanzare. In poche parole: c’è molto più calcio in un vasetto di yogurt che nella partita tra canarini ed aquile.
PROBLEMI DI FORMAZIONE? NO PROBLEM!
Problemi di formazione in casa Palermo. Johnsen ha avuto un problema ai lacci delle scarpe, Tramoni ha la febbre a 35.8 e Dany Mota non ha ancora recuperato dal fuso orario di Monza. Pippo Inzaghi non si scoraggia perché nella sua bi-zona sa di avere comunque i suoi assi nella manica. Il risvoltino tattico è Gomes a metà campo e Segre più avanzato. Esito? Nei primi quarantacinque minuti di nulla assoluto, spicca solo un tiro di Ranocchia che a momenti faceva secco il portiere gialloblù Chichizola. Sì, sì, proprio quel Chichizola che in un Parma – Palermo si era fatto uccellare da centrocampo da Brunori. Ve lo ricordate Brunori, vero? L’ex capitano, il numero nove, quello ceduto il trenta dicembre e che al ventiquattro gennaio non è stato rimpiazzato neanche numericamente? Sì che ve lo ricordate… Nel frattempo non è il Modena faccia ‘sti gran sfracelli. A referto “solo” una traversa del solito Santoro che quando vede Palermo diventa più furioso di un toro col torero. Com’è, come non è, l’arbitro Dionisi guarda il cronometro e rimanda l’appuntamento con le emozioni vere al secondo tempo.
IL SECONDO TEMPO: UN INFERNO DANTESCO
Anche il secondo tempo, però, viaggia tra uno sbadiglio ed un pisolino. Gli unici lampi sono un tiro di Gerli per i padroni di casa ed un gol annullato ai rosanero. Per il resto tanta tristezza e noia a gogo inframmezzata dalle sostituzioni: la cosa in assoluto più divertente della gara. L’arbitro, evidentemente speranzoso in un sussulto di orgoglio da parte delle due squadre, concede sei minuti di recupero. Per carità, tra cambi ed intervento del VAR, ci stanno tutti, ma sono una punizione fin troppo severa per chi ha assistito a questa gara di anticalcio. E al triplice fischio finale, come Dante fuori dall’Inferno, “uscimmo a riveder le stelle”.
LE PAGELLE
Joronen 6. Subisce due tiri: sul primo assiste incolpevolmente ad una traversa timbrata dal Modena, sul secondo vola con quanto fiato in gola per mettere in corner su Gerli. Se è in porta è per parare.
Peda 6,5. Rude e concreto quanto basta per tenere in gabbia i canarini.
Dal 77° Bereszynski s.v.
Bani 6,5. Comanda il reparto con la solita autorevolezza. Stranamente assente in fase offensiva.
Ceccaroni 6,5. Rendimento difensivo alto. Anche lui, però, più bloccato del solito.
Pierozzi 5,5. Zampano lo mette in croce per tutto il primo tempo. Ripresa più equilibrata ma contributo alla causa nettamente rivedibile.
Ranocchia 7. È la luce rosanero in fondo ad un tunnel di noia malinconica. Partita maiuscola condita da un ghirigoro barocco dal quale scaturisce il gol poi annullato al Palermo. Migliore in campo.
Gomes 5. Torna titolare dopo secoli e si arrabatta come un Odjer fuori forma. Al suo quarto anno in rosanero, il suo ruolo resta più misterioso del colpevole di un libro di Agatha Christie.
Augello 5,5. Corsa ed abnegazione, ma anche tanti palloni sparacchiati all’urbisca dalla trequarti.
Dal 63° Gyasi 5,5. Cicca la conclusione a tu per tu con il portiere del Modena e – a parer degli esimi varisti – commette fallo sul gol di Palumbo poi annullato. Come si diceva un tempo alla dogana: niente da dichiarare.
Segre 5,5. Gli viene data licenza di attaccare nel giorno in cui non si attacca proprio. Segre-gato.
Palumbo 5,5. Fuori dai radar per tutto il match, non gli si accende mai la lampadina. Fulminato.
Dal 83° Le Douaron s.v.
Pohjanpalo 5. Un canottino in mare mentre infuria il ciclone Harry. Mai cercato, fa poco per farsi cercare. Tocca più palloni nel riscaldamento che in partita.
Dal 83° Corona s.v.
Inzaghi 5. La domanda è solo una: quanti gol avrebbe segnato l’Inzaghi giocatore con questa impostazione tattica?


