Il futuro del mercato coperto di Ballarò torna in bilico. Dopo anni di attesa e diversi ostacoli burocratici, il Comune di Palermo ha deciso di mettere in pausa il percorso per l’assegnazione degli spazi della nuova struttura di piazza del Carmine.
La determina del 17 agosto ha disposto una sospensione di 90 giorni del bando pubblicato il 20 luglio. La gara prevedeva l’affidamento per dieci anni di 31 postazioni all’interno della struttura, completata nel 2021.
La scelta nasce dalla necessità di approfondire la posizione dei commercianti storici del mercato. Una direttiva del direttore generale del Comune, Eugenio Ceglia, ha infatti congelato la procedura e affidato all’Avvocatura comunale il compito di valutare gli aspetti giuridici della questione.



Ballarò, il nodo degli ambulanti storici
Al centro del confronto c’è una norma regionale del 1995. La Regione Siciliana, che possiede la competenza esclusiva sulla materia, riconosce particolari prerogative agli operatori che lavoravano nel mercato già prima dell’entrata in vigore del provvedimento.
In base a questa disposizione, gli ambulanti presenti a Ballarò almeno sei mesi prima della legge, quindi già nel 1994, potrebbero ottenere il riconoscimento della propria posizione. Una tutela che potrebbe entrare in contrasto con il principio della libera concorrenza sul quale il Comune ha costruito il bando.
Da qui la decisione di fermare temporaneamente la gara. L’amministrazione vuole acquisire un parere legale e capire come intervenire sull’avviso senza esporre la procedura a possibili ricorsi. Gli operatori storici, inoltre, dovranno fornire la documentazione necessaria per dimostrare una presenza nel mercato lunga oltre trent’anni.
«Dopo il parere legale – dice l’assessore alle Attività produttive Giuliano Forzinetti – valuteremo con gli uffici il migliore metodo per procedere ed eventualmente modificare l’avviso ma dal punto di vista politico non c’è alcuna pregiudiziale ad aprire alla regolarizzazione dei commercianti storici».
Il confronto politico
La questione dei mercatari storici aveva già raggiunto più volte il dibattito politico. Diversi consiglieri della Prima circoscrizione avevano chiesto di considerare la posizione degli operatori che da decenni lavorano nell’area di Ballarò.
Tra loro anche l’ex presidente della Prima circoscrizione Massimo Castiglia, che ha seguito negli anni l’intero iter legato alla realizzazione e all’apertura del mercato. Nelle scorse settimane anche i capigruppo del Consiglio comunale avevano affrontato il tema, chiedendo una soluzione capace di tutelare gli ambulanti storici.
Il bando pubblicato a luglio, invece, non prevedeva alcun punteggio aggiuntivo legato all’esperienza maturata all’interno del mercato. La procedura si rivolgeva agli operatori già titolari di partita Iva.
Carne e pesce, le regole dell’Asp
Il progetto prevedeva anche precise indicazioni per la vendita di carne e prodotti ittici. L’Asp aveva previsto la possibilità di utilizzare postazioni mobili per queste attività, stabilendo specifiche condizioni operative.
Ora il Comune dovrà decidere come modificare l’impostazione della gara. Il nuovo avviso potrebbe introdurre una clausola dedicata agli operatori storici, così da garantire una maggiore tutela e ridurre il rischio di contenziosi.
Un mercato atteso da anni
La vicenda del bando rappresenta l’ultimo capitolo di una storia amministrativa particolarmente lunga. La struttura di Ballarò ha terminato i lavori nel 2021, ma il Comune non ha potuto aprirla per anni a causa del mancato passaggio dell’area dall’Istituto autonomo case popolari all’amministrazione comunale.
Nel frattempo, il mancato utilizzo ha favorito il degrado della struttura e l’accumulo di rifiuti. L’amministrazione aveva inizialmente valutato anche un progetto per trasformare l’area in un mercato all’ingrosso. L’assessore Forzinetti aveva portato una proposta in Consiglio comunale, ma l’Aula aveva bocciato l’ipotesi che avrebbe coinvolto anche grandi marchi commerciali.
Il Comune ha quindi rivisto il progetto. Il piano attuale prevede una struttura principale con circa 31 postazioni dedicate soprattutto alla vendita di pesce, prodotti ittici e prodotti zootecnici. Un secondo spazio dovrebbe invece ospitare tra 11 e 15 postazioni per ortofrutta e prodotti agroalimentari. Prima di arrivare all’assegnazione degli spazi, però, l’amministrazione dovrà sciogliere il nodo degli operatori storici e definire le nuove regole della procedura.



