venerdì, 27 Febbraio 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Operazione del ROAN di Palermo: sanzionate due aziende del settore ittico, controlli rafforzati tra porti e arterie principali

Maxi sequestro di pesce senza tracciabilità: 5 quintali bloccati dalla Guardia di Finanza

Cinque quintali di prodotti ittici privi di qualsiasi documentazione sulla tracciabilità sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’operazione condotta dal Reparto Operativo Aeronavale di Palermo. L’intervento, che si inserisce in una più ampia strategia di contrasto agli illeciti nel settore della pesca, ha portato anche alla contestazione di sanzioni amministrative nei confronti di due aziende attive nella filiera ittica.

Il controllo ha consentito di accertare la presenza di circa 500 chilogrammi di pescato totalmente sprovvisto di documenti idonei ad attestarne la provenienza, la zona di cattura e l’identità dell’operatore che aveva effettuato la pesca, elementi obbligatori ai fini della tracciabilità e della tutela del consumatore. L’assenza di tali informazioni rappresenta una violazione delle normative comunitarie e nazionali che regolano il settore, oltre a configurare un potenziale rischio sotto il profilo della sicurezza alimentare.

L’attività investigativa è stata sviluppata attraverso un articolato dispositivo di controllo che ha interessato sia il mare sia la terraferma, con particolare attenzione alle principali direttrici di collegamento tra i punti di sbarco e i centri urbani. Proprio lungo queste tratte, negli ultimi tempi, i finanzieri hanno individuato movimentazioni sospette di prodotti ittici, spesso trasportati a bordo di automezzi refrigerati nelle ore notturne.

In alcuni casi i veicoli risultavano privi di segni distintivi riconducibili a imprese del settore, in altri esponevano insegne di aziende specializzate nel trasporto e nella distribuzione nel versante orientale dell’Isola, circostanza che lascia ipotizzare tentativi di eludere i controlli sulla filiera del sommerso. Le verifiche hanno consentito di disvelare un circuito commerciale illecito che veicolava pescato di varia specie tra le due sponde dello Stretto, aggirando gli obblighi di legge.

Ai rappresentanti delle due società coinvolte sono state notificate le previste sanzioni amministrative, mentre sono in corso ulteriori approfondimenti di polizia economico-finanziaria per verificare la posizione fiscale delle imprese interessate e accertare eventuali ulteriori irregolarità.

L’operazione si colloca nel quadro dell’azione più ampia svolta dalla Guardia di Finanza su tutto il territorio regionale a tutela del contribuente e degli operatori economici onesti, con l’obiettivo di contrastare l’illegalità economica e gli illeciti in materia ittica e ambientale, tanto a terra quanto in mare, garantendo al contempo la protezione dei consumatori e la trasparenza del mercato.

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