sabato, 25 Maggio 2024

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Maxi operazione anti ‘ndrangheta in Calabria: fra i 200 arresti il sindaco di Rende, presidente di Anci Calabria

CronacaMaxi operazione anti 'ndrangheta in Calabria: fra i 200 arresti il sindaco di Rende, presidente di Anci Calabria

Decine di reati contestati e sequestro di beni immobili, aziende, società per oltre 72 milioni di euro

COSENZA – All’alba di giovedì 1° settembre carabinieri, polizia e Guardia di finanza, tutti coordinati dalla Dda di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri, hanno fatto scattare un’operazione anti ‘ndrangheta nel Cosentino le consorterie a lei vicine. In totale, la Dda di Catanzaro ha indagato 254 persone: 139 sono finite in carcere, 11 ai domiciliari, per una è stato disposto il divieto di esercizio della professione, mentre altre 52 figurano a piede libero.

Tra gli arrestati ci sono nomi illustri della politica della zona, come l’avvocato Marcello Manna, attuale sindaco di Rende e presidente di Anci Calabria, e il suo assessore ai Lavori pubblici, Pino Munno, oltre a quello deputato alla manutenzione e al decoro urbano di Cosenza, Francesco De Cicco.

I REATI CONTESTATI

A quanto pare le indagini riguarderebbero un periodo compreso tra il 2017 e il novembre del 2021 e sono state sviluppate attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, pedinamenti, videofilmati, controlli telematici e dichiarazioni di collaboratori di giustizia. A coloro che sono stati raggiunti da un avviso di garanzia vengono imputati reati come l’associazione di tipo mafioso, estorsioni e usura. Inoltre, esercizio abusivo del credito, danneggiamenti, reati in materia di armi e munizionamento; delitti contro la persona, contro il patrimonio e contro la pubblica amministrazione. Ma c’è anche traffico di stupefacenti, riciclaggio, reimpiego di denaro in attività economiche, intestazione fittizia di beni, scambio elettorale politico-mafioso e aggravati dalle finalità di agevolazione mafiosa.

SEQUESTRATI BENI IIMMOBOLI

Inoltre, è stato anche eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza di beni immobili, aziende, società e beni mobili registrati riconducibili a numerosi indagati, per un valore stimato in oltre 72 milioni di euro. Il provvedimento è stato disposto dal magistrato della Dda ed ha carattere preventivo d’urgenza e dovrà successivamente essere sottoposto al vaglio del Gip distrettuale.

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