Motori accesi per il 43° anniversario della “marcia Bagheria-Casteldaccia” che, anche quest’anno giovedì 26 febbraio percorrerà la Strada dei Valloni, durante la seconda guerra di mafia via di fuga dei killer di mafia, un tempo chiamata il Triangolo della morte ma da anni ribattezzata “della vita”. A promuoverla è il Centro Studi Pio La Torre, al quale si uniscono le scuole di ogni grado, le parrocchie e i Comuni del comprensorio, l’arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, il presidente della Commissione antimafia all’ARS Antonello Cracolici, sindacati, Casa dei Giovani, associazioni antimafia e universitarie, Consulte giovanili, Anpi, Erripa Achille Grandi, la Banda musicale di Casteldaccia, la Scuola di formazione eticopolitica Giovanni Falcone, Libera e GAL Metropoli est, ma tante altre ancora saranno presenti, anche loro per dire “No a Mafia, Droga e Corruzione”.
«Dopo 43 anni siamo ancora qui – afferma Vito Lo Monaco, presidente emerito del Centro Studi Pio La Torre – con la stessa energia di allora, con un messaggio che non risuona il vuoto di passerelle di facciata. Prova ne è il coinvolgimento dei più giovani che non sono mai mancati e hanno partecipato sempre con grande consapevolezza. Certo, in 43 anni quei ragazzi sono cresciuti e diventati adulti, ma non hanno mai abbandonato il fronte di quella lotta antimafia viva, attiva, non “di cartone”.
Mi riferisco a un’antimafia, il cui senso oggi proprio i più giovani vanno recuperando, dimostrando di volere un futuro libero da ogni genere di dipendenze, prima di tutto quella delle droghe, poi della corruzione e delle guerre. Un impegno, il nostro, che punta a scongiurare anche e soprattutto l’ indebolimento e/o lo smantellamento della legislazione antimafia. Il 26 ci saranno e noi saremo al loro fianco per passare un testimone di memoria che non può e non deve andare disperso».
Il concentramento sarà alle 8.30 a piazza Vittime della Mafia, a Bagheria, da dove si partirà per raggiungere la piazza Matrice di Casteldaccia che accoglierà i partecipanti sul palco per concludere la manifestazione tra i mille colori di un futuro che, affidato alla voce e alle azioni dei più giovani, vuole essere libero da “mafia, droga e guerre”.




