La Polizia di Stato ha eseguito martedì scorso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Giuseppe e Giusto Vernengo (64 e 43 anni) ritenuti gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di estorsione aggravata dal metodo mafioso e di violenza privata, anch’essa aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento, emesso su delega della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia, è stato eseguito da personale della Squadra Mobile di Palermo, Sezione Criminalità Organizzata, nell’ambito di un’indagine che ruota attorno al mandamento mafioso di “Santa Maria di Gesù”.
L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e sviluppata nell’arco di poche settimane, trae origine dalla denuncia presentata da un imprenditore edile impegnato nella realizzazione di un progetto immobiliare per la costruzione di un edificio in città. Una scelta, quella di rivolgersi alle forze dell’ordine, che ha consentito di fare piena luce su una serie di condotte intimidatorie e vessatorie riconducibili a dinamiche tipiche del controllo mafioso del territorio.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’imprenditore e un suo familiare sarebbero stati “avvicinati” dagli indagati, i quali li avrebbero prima intimiditi e successivamente aggrediti, esercitando pressioni continue e reiterate. Le condotte contestate, plurime e chiaramente estorsive, sarebbero state caratterizzate da un’esplicita connotazione mafiosa, con richiami diretti alla necessità di soddisfare gli interessi di Cosa nostra.
In particolare, agli imprenditori sarebbe stata imposta la cosiddetta “messa a posto” come condizione necessaria per poter proseguire serenamente i lavori di costruzione. Una richiesta che, secondo gli investigatori, si inserisce nel tradizionale schema estorsivo mafioso volto ad affermare il controllo del territorio e delle attività economiche, soprattutto nel settore edilizio.



