“È il mio lungometraggio d’esordio prodotto dalla Grey Ladder Productions, distribuito da
Academy Two, distributore del film Premio oscar “Parasite”; io infatti sono uno dei pochi
italiani che loro hanno nel loro catalogo”. Sono le parole di William Lombardo, il regista
palermitano del film “Lo scuru”.
Il lungometraggio, uscito in questi giorni nelle sale cinematografiche, è stato presentato di recente al cinema “Rouge et Noir” di Palermo e
alla proiezione del film è seguito un dibattito.
“Il film – spiega il regista – è tratto dall’omonimo romanzo di Orazio Labate, edito da
Bompiani e la critica cinematografica lo ha definito appartenente al gotico-mediterraneo,
un incrocio tra il southern gotico americano e il gotico europeo”.
“È la storia di un ragazzo schizofrenico o afflitto da presunta schizofrenia, interpretato da
Fabrizio Falco, che fa ritorno in questa Sicilia dal sapore un po’ western che è una risposta
nel suo passato al proprio dolore e da lì inizia un viaggio fatto di misteri e incubi per venire
a capo del dolore e per capire se questo ha una ragione clinica oppure risiede in qualcosa
di diverso”.
“È stato un film molto particolare da realizzare, sostenuto dalla Sicilia Film Commission e
dal Ministero Educazione Generale Cinema ed è tra l’altro una pellicola in bianco e nero,
cosa molto rara oggi per il cinema italiano”.
“La cosa bella – sottolinea William Lombardo – è che sono stati coinvolti attori siciliani
molto importanti come il già citato Fabrizio Falco che ha vinto il Premio Mastroianni a
Venezia, Fabrizio Ferracane più volte candidato al David di Donatello e vincitore del
Nastro d’argento; Vincenzo Pirrotta, Simona Malato, Filippo Luna, Guia Jelo, Giuditta
Perriera e una troupe che vede importanti nomi del panorama cinematografico italiano: la
colonna sonora è stata realizzata da Santi Pulvirenti, autore delle musiche non solo dei
film di Pif ma anche del film “L’ultima notte d’amore” di Andrea Di Stefano con
Pierfrancesco Favino e del film Netflix “Il Falsario” uscito da poco.
Hanno lavorato alla realizzazione del film anche Thomas Giorgi, sound designer, candidato più volte al David per le “Otto montagne” e per altre pellicole, Sara Purgatorio, direttrice della fotografia che ha lavorato al film “Il lungo viaggio” su Franco Battiato con Dario Aita e al montaggio Ilario Monti, uno dei montatori della serie “M” su Sky”.
Alla domanda sul motivo che lo ha spinto di più alla realizzazione del lungometraggio, il
regista ha risposto: “Il film nasce da un’esigenza personale, perché a 19 anni ho perso una
persona a me molto vicina e per caso, durante quel periodo della mia vita molto
particolare, mi sono imbattuto nel romanzo “Lo scuro” di Orazio Labate in cui ho trovato
una corrispondenza tra il mio stato d’animo e quello che mi stava accadendo intorno.
Grazie a quel libro mi sono sentito meno solo, compresi di avere trovato in qualche modo delle risposte e a quell’età mi ripromisi che se fossi diventato veramente un regista avrei
tratto il mio primo film da quel romanzo”.




