Una lite a Cefalù per futili motivi è sfociata in una denuncia per minacce e ha portato i Carabinieri a scoprire un’arma clandestina e un quantitativo di armi e munizioni custodite senza le necessarie cautele.
I militari della Compagnia di Cefalù, insieme alla Sezione Radiomobile, hanno arrestato un 54enne originario dello Sri Lanka, incensurato, e denunciato un 77enne palermitano, anche lui senza precedenti.
L’intervento è scattato dopo una chiamata al Numero Unico di Emergenza. Il 54enne ha chiesto l’aiuto dei Carabinieri raccontando di aver ricevuto minacce con un fucile dal proprio datore di lavoro durante una discussione.
I militari hanno raggiunto l’abitazione del 77enne e hanno controllato le armi che l’anziano deteneva regolarmente. Nel corso degli accertamenti hanno riscontrato modalità di custodia non adeguate. Diverse armi e le relative munizioni si trovavano infatti all’interno dell’abitazione, in luoghi facilmente accessibili.
Le indagini nel casotto
I Carabinieri hanno quindi esteso le verifiche a un piccolo casotto in legno utilizzato come alloggio dal dipendente. Proprio lì hanno trovato un fucile privo di matricola e di altri elementi identificativi, insieme ad alcune cartucce. Il 54enne ha consegnato spontaneamente l’arma ai militari e ha raccontato di averla ricevuta tempo prima proprio dal pensionato, che gli avrebbe chiesto di nasconderla e custodirla.
Gli accertamenti hanno portato all’arresto del 54enne con l’accusa di detenzione illegale di arma clandestina e munizioni. Il 77enne, invece, dovrà rispondere delle stesse contestazioni e dell’omessa custodia di armi. I Carabinieri hanno inoltre ritirato cautelativamente 10 armi, 315 cartucce di diverso calibro e sei scatole di piombini, oltre alla licenza di porto d’armi per uso caccia dell’anziano.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, guidata dal procuratore Vittorio Antonio Cavallo, ha seguito gli sviluppi dell’attività investigativa. Il Gip del Tribunale di Termini Imerese ha successivamente convalidato l’arresto.
I due uomini, come precisano i Carabinieri, restano allo stato indiziati dei reati contestati. La loro posizione dovrà passare al vaglio dell’autorità giudiziaria durante il procedimento e potrà definirsi soltanto con una sentenza definitiva, nel rispetto del principio di non colpevolezza.


