Insegnare la matematica, i verbi irregolari e anche l’inglese a scuola, facendo leva sulle emozioni, che sono poi il modo migliore per apprendere e ‘fissare’ i ricordi: è questo quello che ha provato a mettere in atto, in due anni di esperienza sul campo, il progetto Erasmus+ Emotional Intelligence Approach on Teaching Methods, di cui il Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione dell’Università degli Studi di Palermo è partner, sotto la guida scientifica della prof.ssa Antonella D’Amico e della dott.ssa Carla La Rizza.
Martedì a Palermo, presso il Liceo Ninni Cassarà, si è svolto l’Evento Moltiplicatore del progetto, che serve a creare la disseminazione dei risultati ottenuti.
L’incontro ha coinvolto 66 insegnanti provenienti da diverse scuole secondarie del territorio palermitano ed ha rappresentato un’importante occasione per diffondere i principali risultati e prodotti del progetto e promuovere una riflessione sul ruolo dell’Intelligenza Emotiva nei processi di insegnamento e apprendimento. L’incontro si è aperto con la somministrazione di un questionario volto a raccogliere opinioni, esperienze e percezioni degli insegnanti rispetto all’utilizzo dell’Intelligenza Emotiva in classe, offrendo un punto di partenza per il confronto e la condivisione.
Focus dell’incontro è stato l’intervento delle tre insegnanti coinvolte in diverse fasi del progetto, che hanno portato la propria testimonianza e illustrato il contributo offerto allo sviluppo e implementazione dei materiali inclusi nella Guida Metodologica per la progettazione didattica, uno dei principali prodotti del progetto. Le loro testimonianze hanno offerto una prospettiva concreta sulle modalità con cui un approccio basato sull’Intelligenza Emotiva può essere integrato nelle pratiche didattiche quotidiane.
Particolare attenzione è stata dedicata al valore aggiunto di affiancare la dimensione emotiva all’apprendimento scolastico, così come all’importanza di rendere questo approccio sempre più condiviso tra gli insegnanti dell’istruzione secondaria. Il confronto ha evidenziato il potenziale dell’Intelligenza Emotiva nel sostenere il benessere, la partecipazione e lo sviluppo socio-emotivo degli studenti, arricchendo al contempo le pratiche metodologiche dei docenti.
Numerosi insegnanti hanno già richiesto di poter ricevere la Guida Metodologica e hanno espresso la volontà di condividerne e promuoverne i contenuti all’interno delle proprie scuole, creando così nuove opportunità affinché i risultati del progetto possano raggiungere una comunità educativa più ampia.
L’evento ha rappresentato, pertanto, non solo un’attività di disseminazione, ma anche un importante passo verso la sostenibilità e l’adozione a lungo termine dell’approccio proposto, incoraggiando gli insegnanti a diventare a loro volta promotori di pratiche educative basate sull’Intelligenza Emotiva all’interno delle proprie scuole e reti territoriali.


