Non erano solo le indagini della Squadra Mobile a togliere il sonno a Michele Mancuso e al suo braccio destro Lorenzo Tricoli. C’era un’altra ombra che si allungava sui loro affari, un’ombra che nelle intercettazioni assume i contorni di un’ossessione: quella di Ismaele La Vardera.
Dalle oltre 360 pagine dell’ordinanza che ha portato il deputato regionale di Forza Italia ai domiciliari, emerge come l’attività ispettiva del parlamentare (ex “Iena”) fosse diventata il principale incubo degli indagati, una sorta di “sentinella” involontaria che rischiava di scoperchiare il sistema delle mazzette e dei fondi gonfiati.
“Poi arriva La Vardera…”: l’intercettazione chiave
Il timore degli indagati non era generico, ma legato a cifre e fatti specifici. In una conversazione intercettata, parlando della gestione dei 98 mila euro stanziati dalla Regione per gli spettacoli nel Nisseno, Lorenzo Tricoli esprimeva chiaramente il rischio di un controllo politico:
«Poi arriva La Vardera e dice: “Hai speso 100 mila euro per sette spettacoli di una cover band di Vasco Rossi?”».
Questa frase, per gli inquirenti, è la prova della consapevolezza della sproporzione tra i fondi ricevuti e le spese effettivamente sostenute. Secondo la Procura, infatti, dei 98 mila euro erogati, solo 20 mila sarebbero stati realmente impiegati per gli eventi. Il resto? Fatture false o gonfiate per giustificare l’incasso della somma pubblica e, secondo l’accusa, per pagare le tangenti a Mancuso.
La paura dell’accesso agli atti
Da quel che emerge, il nome di La Vardera ricorreva come sinonimo di pericolo imminente. Gli indagati temevano che il deputato potesse esercitare il suo diritto di accesso agli atti, andando a spulciare le rendicontazioni dell’associazione “Genteemergente”.
Nelle conversazioni catturate dalle microspie, traspare il nervosismo di chi sa di avere qualcosa da nascondere. La Vardera, con le sue denunce pubbliche sui criteri di assegnazione dei fondi regionali (la famosa “manovrina” dell’agosto 2024), aveva acceso un faro proprio su quel flusso di denaro che Mancuso, tramite Tricoli, stava cercando di blindare.
Insulti e timore reverenziale
Il linguaggio usato dagli indagati nei confronti del deputato dell’Ars oscilla tra il disprezzo pubblico e la preoccupazione privata. Se davanti ai microfoni l’azione di La Vardera veniva liquidata come “sciacallaggio” o ricerca di visibilità, nelle auto e negli uffici intercettati il tono era ben diverso.
C’era la fretta di “sistemare” i documenti prima che qualcuno potesse chiedere conto di quegli spettacoli fantasma, come il tributo a Vasco Rossi a Caltanissetta, mai tenutosi per pioggia ma ugualmente fatturato per 17 mila euro. Il timore che La Vardera potesse “annusare” il malaffare sembrava spingere gli indagati a una serie di manovre difensive che, paradossalmente, hanno finito per fornire agli investigatori ulteriori elementi di prova.
Successivamente gli interlocutori cambiano discorso e TRAPANESE Ernesto racconta che
mentre si trovava presso l’isola di S. Lucia è stato contattato da Ismaele LA VARDERA. A tal
proposito TRICOLI Lorenzo Gaetano narra un aneddoto appreso direttamente dall’On.le
MANCUSO Michele, secondo cui Ismaele LA VARDERA, incontrandolo, ne avrebbe elogiato la
sua opera politica concernente la realizzazione degli spettacoli musicali realizzati per il
“settembre nisseno”.
Stralcio dell’intercettazione
TRAPANESE Ernesto: ti posso fare ridere un secondo?…
TRICOLI Lorenzo Gaetano: cu ti l’ha ficccatu nculu…
TRAPANESE Ernesto: ero…ero al Santa Lucia…e mi arriva un messaggio…su Istagram[…]. Vado a vedere su Istagram e che vedo? Ismaele La Vardera mi manda un messaggio vocale. A me?Su Istagram? Vado a leggere: Ohi,
grandissimo! Siccome sono al Santa Lucia domani, mi puoi consigliare qualcosa? Ci
dissi: Certo! Qualsiasi cosa ti serva…
TRICOLI Lorenzo Gaetano: a Michele Mancuso u sa chi ci dissi? Tu sei deputato serio! A
differenza di questo vigliacco di Siracusa tu fai l’attività sul territorio!
TRAPANESE Manuela: Questo è vero.
TRICOLI Lorenzo Gaetano: perchè io so…perchè io so che Ernesto Trapanese……chiddru a unu a
unu si li i a piglià…chi minchia!…pigli…cu sa ti chiama t’addumanna quarchi cosa…
TRICOLI Lorenzo Gaetano: grande Ismaele!
TRAPANESE Ernesto: ma io così ho fatto!…
TRAPANESE Manuela: (ride)
TRICOLI Lorenzo Gaetano: capito?
TRAPANESE Ernesto: io così ho fatto… .
TRICOLI Lorenzo Gaetano: cioè, Michele era murtu. Dici, stu figliu di bagascia!
TRAPANESE Manuela: ma cose da pazzi!…
TRAPANESE Ernesto: ma quello fa politica su questo!
TRICOLI Lorenzo Gaetano: si…vabbè…inc…io sono andato a vedere…tutti….
TRAPANESE Ernesto: a unu a unu…
TRICOLI Lorenzo Gaetano: tutti gli spettacoli fatti!…cioè ci dissi pure…
TRAPANESE Manuela: ma lo vedi?…
TRICOLI Lorenzo Gaetano: dello spettacolo ripetuto di Caltanissetta….
TRAPANESE Manuela: ma cose da pazzi!…
TRICOLI Lorenzo Gaetano: inc…(si accavallano le voci)
TRAPANESE Manuela: inc…(si accavallano le voci)
TRAPANESE Ernesto: inc…quello a me guardava pure!…(ride)
TRICOLI Lorenzo Gaetano: capisti?…e…e…dici…lo so che sono tuoi amici!…ma a me non
interessa!
TRAPANESE Ernesto: sciu!…(emette un suono con la bocca come a dire che è stato scampato
un pericolo).




