venerdì, 9 Ottobre 2026
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Isoardi inquadra la lista «dead pool» di Bar Centrale: bufera social per il totomorto con i nomi di Mattarella, Segre e Allevi

Rai choc con il “Totomorto”: in lista Banfi, Mattarella, Celentano, Mina, Arbore, Sophia Loren ed altri 15 nomi

Grave scivolone mediatico per la squadra di “Bar Centrale”, il programma del sabato pomeriggio di Rai1. A tradire la redazione è stata una storia pubblicata su Instagram dalla conduttrice Elisa Isoardi, intesa semplicemente a mostrare ai follower il clima di lavoro durante la prima lettura della scaletta, tra computer e popcorn. Durante le riprese della stanza, la telecamera ha però immortalato in modo nitido la lavagnetta posizionata alle spalle di una collaboratrice, sulla quale campeggiava la scritta “dead pool”, in italiano Totomorto”, il noto gioco di scommesse ciniche e pronostici sulla scomparsa di personaggi famosi.

La lista appuntata sulla lavagna comprende ben ventuno figure di primissimo piano del panorama politico, culturale e dello spettacolo italiano, complete di indicazione dell’età. Tra i nomi inseriti nel tabellone figurano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la senatrice Liliana Segre, icone del cinema e della musica come Sophia Loren, Lino Banfi, Renzo Arbore, Adriano Celentano, Mina, Roberto Vecchioni, Remo remigi e Paolo Conte. Particolare scalpore hanno destato le presenze di personaggi segnati da recenti e noti problemi di salute, tra cui il musicista Giovanni Allevi e Vittorio Sgarbi, affiancati da volti noti come Vincenzo Mollica, contrassegnato da un cuore, Dino Zoff e Mogol.

L’involontaria gaffe della conduttrice ha immediatamente fatto il giro della rete, scatenando reazioni di fuoco tra gli utenti dei social network. Il pubblico si è subito spaccato tra chi si dichiara profondamente sdegnato e amareggiato per la mancanza di rispetto nei confronti di figure simbolo del Paese e chi invece derubrica l’episodio a un semplice esercizio di black humor molto diffuso tra i giovani. Resta ora da capire quali saranno le ripercussioni interne e se la produzione o i vertici dell’azienda radiotelevisiva decideranno di intervenire con una nota di chiarimento.

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