venerdì, 30 Gennaio 2026
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Intervista a Matteo Paladino, presidente Cia per la Sicilia occidentale

Invasi minori: nuove linee guida per le risorse idriche in Sicilia

È stata approvata di recente, dalla giunta regionale presieduta da Renato Schifani, la delibera che definisce i criteri per il “Progetto di gestione degli invasi” redatto dall’Autorità di bacino della Presidenza: uno strumento fondamentale per garantire una corretta manutenzione dei bacini artificiali e la tutela dell’ambiente. Lo riporta un comunicato della Regione Siciliana.

Obiettivo

Tutelare le risorse idriche degli invasi cosiddetti “minori”, ma anche incentivare la realizzazione di nuovi, che possano essere al servizio di piccoli comprensori agricoli o destinati a limitate esigenze potabili.

Il piano, come dice il comunicato, consente di programmare nel tempo gli interventi necessari a mantenere o recuperare la capacità utile degli invasi, assicurare il corretto funzionamento degli scarichi e delle prese d’acqua e favorire il ripristino del naturale trasporto dei sedimenti a valle delle dighe, elemento essenziale per l’equilibrio dei corsi d’acqua.

Intervista a Matteo Paladino, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) per la Sicilia occidentale

Quali invasi “minori” attualmente presenti nel territorio della provincia di Palermo necessitano con maggiore urgenza di interventi di manutenzione o recupero della capacità d’invaso?

«Gli invasi minori sono dei bacini artificiali strategici per l’approvvigionamento idrico locale come il bacino di Lascari e Roccella, tra Cefalù e Campofelice; il bacino Torto tra Alia, Castronovo di Sicilia e Vicari; Il bacino Imera tra Scillato e Polizzi Generosa e altri piccolissimi invasi che non vengono citati ma molto importanti ove sono presenti”.

In che modo le nuove linee guida regionali possono incidere concretamente sulla disponibilità idrica per le aziende agricole palermitane, soprattutto nelle aree interne e collinari più esposte alla siccità?

«Le nuove linee guida regionali possono incidere concretamente puntando su una quantità maggiore di accumulo di risorse idriche recuperando le capacità utili degli invasi, assicurando una corretta pulizia di essa, dei corsi d’acqua, rispettando l’ambiente in coerenza con il piano di tutela delle acque e il piano della gestione del rischio alluvione».

La Cia ritiene che nel territorio palermitano vi siano le condizioni per la realizzazione di nuovi invasi minori a servizio di piccoli comprensori agricoli? In quali zone in particolare?

«Per la Cia questa sicuramente è una misura importante per le aree interne collinari del palermitano che potrà assicurare delle risorse idriche importanti dove in quei periodi siccitosi ne sono carenti».

«Ritengo che oltre alla rimozione dei sedimenti accumulati nel tempo, la cosa importante è anche ripristinare i torrenti che trasportano acqua a questi bacini, perché più puliti e meno in frastagliati sono, più l’acqua che viene ad essere conferita sarà pulita e allora si potrà utilizzare questa risorsa non solo per uso agricolo ma assicurare acqua per uso civile».

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