Un copione drammatico che purtroppo si ripete. A distanza di tre anni dall’ultimo grave rogo, Monte Jato torna a bruciare, minacciando da vicino uno dei patrimoni archeologici e naturalistici più preziosi del territorio di San Cipirello e il centro abitato.

Le fiamme sarebbero divampate nel pomeriggio di ieri dall’ex area attrezzata della “scala di ferro”, lungo la strada provinciale 34 palermitana. Alimentato e spinto dal forte vento di scirocco, il fronte del fuoco ha risalito rapidamente il versante della montagna, fino a raggiungere la vetta dove custodisce i resti dell’antica città di Iato e una fitta area boschiva.
Una dinamica già vista
Tre anni fa un pesante incendio colpì lo stesso parco archeologico. La dinamica odierna appare analoga, sollevando forti sospetti sulla natura dolosa del rogo.

L’allarme è scattato ieri pomeriggio grazie all’avvistamento da parte dei volontari del nucleo di Protezione Civile Valle Jato, che hanno subito attivato la macchina dei soccorsi.
La macchina dei soccorsi e i danni
Sul posto è scattata una massiccia operazione di spegnimento che ha visto impegnati per tutta la notte e che ha ricominciato ad operare all’alba di oggi.
- Vigili del Fuoco e operai forestali
- I volontari della Protezione Civile locale
- I Carabinieri e i dipendenti del parco archeologico
A causa del terreno impervio e della forza delle fiamme alimentate dal vento caldo, si è reso necessario l’intervento di un elicottero antincendio. Il mezzo aereo ha dovuto peró sospendere i lanci durante le ore notturne per ovvie ragioni di sicurezza.

Il fuoco ha parzialmente distrutto la staccionata protettiva e diversi tratti del nuovo guard-rail in legno installato di recente, riuscendo purtroppo a intaccare anche una parte della zona boschiva del Monte Jato. Resta ancora da valutare l’esatto impatto sulle strutture dell’area archeologica. Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza della montagna sono tuttora in corso, mentre i militari dell’Arma hanno avviato le indagini per fare piena luce sulle origini del rogo.



