lunedì, 3 Giugno 2024

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In Sicilia si spende tanto in beni durevoli: nel 2023 oltre 4 miliardi

EconomiaIn Sicilia si spende tanto in beni durevoli: nel 2023 oltre 4 miliardi

Secondo l’Osservatorio Findomestic è la regione con la crescita più contenuta. L’incremento trainato dalla mobilità ma con gap significativi rispetto al contesto nazionale. Siracusa la città dove le famiglie spendono mediamente di più e Catania batte Palermo

Nel 2023, in Sicilia sono stati spesi circa 4,3 miliardi di euro in beni durevoli (4 miliardi e 279 milioni di euro), il 5% in più rispetto al 2022: si tratta della regione con la crescita più contenuta, inferiore sia alla media del Mezzogiorno (6,4%) che a quella nazionale (8,9%). Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Findomestic (Gruppo BNP) in collaborazione con Prometeia e giunto alla trentesima edizione, l’incremento della spesa è stata trainata dagli acquisti di beni legati alla mobilità, ma con un gap significativo rispetto agli aumenti medi nazionali nelle auto. 

“Il settore della mobilità – spiega Claudio Bardazzi, Responsabile Osservatorio Findomesticha guidato gli aumenti con variazioni a doppia cifra: +25,1% per l’acquisto di motoveicoli (235 milioni), +13,5% per le auto nuove (780 milioni) e +10,9% per le auto usate (1 miliardo e 243 milioni)”. Bardazzi aggiunge che “rispetto alla media nazionale i volumi di spesa per le auto nuove sono inferiori di 6 punti percentuali e di 8 punti per le usate”. In crescita la spesa per gli elettrodomestici (+2,4%, 363 milioni) mentre risultano in calo mobili (-0,9%) e telefonia (-0,8%), in linea con l’andamento delle regioni del Sud. Scende anche la spesa per l’elettronica di consumo (-29,8%) e l’information technology (-6,6%).

Spese durevoli

SPESA PER FAMIGLIA

La spesa media per famiglia dedicata ai beni durevoli in Sicilia è la seconda peggiore in Italia dopo la Calabria. Le famiglie siciliane nel 2023 hanno speso una media di 2.052 euro a nucleo, 799 euro in meno della media nazionale e 66 euro meno rispetto alle altre regioni del Sud. Nella classifica delle 107 province italiane 4 siciliane occupano le ultime posizioni : Enna è 106° in graduatoria con una spesa media per nucleo familiare di 1.759 euro. Oltre il centesimo posto anche Trapani, Agrigento e Caltanisetta, mentre una situazione migliore si osserva a Siracusa, Catania e Palermo, che con una spesa per famiglia compresa tra 2.150 e 2.180 euro occupano i posti dal 88° all’80°.

Consumi durevoli per provincia

A PALERMO SPESA IN DUREVOLI OLTRE 1 MILIARDO, SETTIMA PROVINCIA IN ITALIA PER LE MOTO

Palermo è la provincia siciliana con la spesa più consistente in beni durevoli nel 2023 come emerge dai dati dell’Osservatorio Findomestic, giunto quest’anno alla sua trentesima edizione: 1 miliardo e 92 milioni di euro di spesa complessiva, il 5,2% in più rispetto al 2022. Con la spesa per nucleo familiare più alta dopo Catania (pari a 2.148 euro a famiglia), a Palermo è il comparto mobilità a guidare i consumi. Per le auto nuove sono stati spesi 209 milioni di euro contro i 188 dell’anno precedente (+11,4%), mentre per l’usato sono stati impiegati 298 milioni, con una crescita del 13,3%, la migliore in regione sebbene al di sotto della media nazionale (+18,7%). Nella spesa per i motoveicoli Palermo è al 7° posto nella classifica delle 107 province con 63 milioni di euro spesi, il 20,8% in più del 2022. Nei beni per la casa, si conferma il crollo dell’elettronica di consumo (TV), in flessione del 30,1% (29 milioni spesi rispetto ai 41 del ’22) e dell’information technology (-5,2%, 39 milioni). In calo anche il comparto mobili, con una spesa complessiva di 254 milioni (-0,5%, 500 euro a famiglia). Tengono invece gli elettrodomestici, con la crescita migliore in regione al 3,1% a fronte di una spesa di 94 milioni di euro. Bene anche la telefonia, dove la flessione dello 0,4% (106 milioni di euro) è migliore del dato nazionale di riferimento (-2,3%), cosa che posiziona la città al 7° posto tra le province italiane per crescita del segmento.

SIRACUSA PRIMA IN SICILIA PER SPESA MEDIA FAMIGLIA IN DUREVOLI

Sono le famiglie di Siracusa quelle che in Sicilia hanno speso di più in media per nucleo familiare negli acquisti in beni durevoli nel 2023, complice anche un reddito pro-capite superiore alla media del Mezzogiorno. I dati dell’Osservatorio Findomestic attestano 2.180 euro di spesa per famiglia impiegati in media dai siracusani per questi beni, che portano la provincia al 78esimo posto nella graduatoria delle 107 province italiane. Nell’ultimo anno la spesa complessiva in durevoli a Siracusa è stata di 369 milioni di euro, il 5,2% in più rispetto al 2022. In positivo, ma con risultati contenuti rispetto alla media nazionale, il mercato delle auto tra nuove (+14,6%, 80 milioni) e usate (+8,8%, 113 milioni, rialzo più basso in regione con 10 punti percentuali in meno rispetto al dato italiano). Per i motoveicoli sono stati spesi 19 milioni: una crescita del 24,6% in linea con la media nazionale. Per l’ambiente domestico i siracusani hanno speso 29 milioni di euro in elettrodomestici (+2,6%), 8 milioni per l’elettronica di consumo (-30,2%) e 75 milioni per i mobili (-1,2% in calo rispetto all’aumento nazionale dello 0,8%). In territorio negativo anche IT (-6%, 11 milioni spesi) e telefonia (-1,1%, 34 milioni).

MESSINA SECONDA IN SICILIA PER CRESCITA SPESA IN MOTOVEICOLI

Il mercato dei beni durevoli a Messina ha vissuto un 2023 positivo con una spesa totale in crescita del 6,3% a 559 milioni di euro complessivi (2.007 euro di spesa media per famiglia). A fare da traino, come rilevato dall’Osservatorio Findomestic, è il comparto mobilità, con differenze rilevanti in base alla tipologia di veicolo. Per le auto nuove sono stati spesi 101 milioni di euro, 15 in più rispetto al 2022 (+17,8%). Per quelle usate invece sono stati impiegati 158 milioni, con 10,9% di incremento che posiziona però la città al 102° posto tra le 107 province italiane per crescita del segmento. Sono cresciute quasi di un terzo le due ruote, per le quali sono stati spesi 38 milioni (+31,2%), che collocano Messina al secondo posto in Sicilia per crescita in questo comparto e al 14° in Italia. Per la casa i messinesi hanno impiegato il 29,3% di risorse in meno nei sistemi Hi-Fi e Tv (14 milioni) e il 4,8% in meno nell’information technology (17 milioni). Andamento analogo nel mobile, dove la spesa di 124 milioni è in calo dello 0,7% rispetto all’anno precedente, e nella telefonia, stabile sui 60 milioni (-0,9%). Tiene invece la spesa per gli elettrodomestici con 48 milioni spesi (+2,8%)

CALTANISSETTA SECONDA IN ITALIA PER CRESCITA SPESA MOTOVEICOLI, IL 44,3% IN PIÙ

Nel 2023 nella provincia di Caltanissetta sono stati spesi 200 milioni di euro in beni durevoli, il 3,5% in più rispetto al 2022 come evidenziato dall’Osservatorio Findomestic. I risultati nel comparto della mobilità sono in positivo, ma di molto inferiori rispetto alla media nazionale. Per le auto nuove sono stati spesi 29 milioni di euro (+7,7%, il dato peggiore in regione per questo segmento) e per le usate 56 milioni (+11,4%). Sono invece i motoveicoli a far segnare l’incremento maggiore (+44,3%) salendo a 9 milioni di spesa totale rispetto ai 6 del 2022, il valore più alto in Sicilia e al secondo posto in Italia. Nei beni per la casa, sono in lieve aumento solamente gli elettrodomestici con una spesa complessiva di 19 milioni (+1%) mentre scendono i consumi per TV e Hi-Fi (6 milioni, -30,5%), mobili (55 milioni, -1,5%), telefonia (21 milioni, -1,1%) e information technology (7 milioni, -9,6%).

A CATANIA TIENE IL COMPARTO TELEFONIA, OTTAVA IN ITALIA PER CRESCITA DOPO PALERMO

Nel 2023 i catanesi hanno speso 986 milioni di euro (2.156 di media per famiglia) in beni durevoli, il 5,4% in più rispetto al 2022. Una crescita che, secondo l’Osservatorio Findomestic giunto alla sua 30esima edizione, risulta in linea con il trend regionale. Più nello specifico, per le auto nuove sono stati spesi 181 milioni di euro rispetto ai 158 dell’anno precedente (+14,1%), mentre per le auto usate la spesa di 312 milioni è la più alta della Sicilia, con una crescita pari al 9,3% che fa registrare alla provincia però una delle performance più basse posizionandola al penultimo posto nella graduatoria delle 107 province italiane. Va meglio per le due ruote, che registrano una crescita del 28,5% ben al di sopra della media nazionale, per una spesa di 64 milioni. Nella spesa in durevoli per la casa, i catanesi hanno continuato ad acquistare elettrodomestici per un volume di spesa di 79 milioni (+2,8%). Tiene anche il comparto telefonia, con una spesa di 85 milioni (-0,5% contro la media italiana a -2,3%). Qui Catania è 8° per crescita in Italia, subito dopo Palermo. In territorio negativo invece l’information technology (-7%, 29 milioni di spesa), l’elettronica di consumo (-29,2%, 24 milioni) ma anche i mobili, che scendono a 212 milioni di spesa (-1%) con una media per famiglia di 464 euro a nucleo.

NEI CONSUMI DI BENI DUREVOLI TRAPANI E’ PENULTIMA PER CRESCITA IN ITALIA

Consumi in beni durevoli ancora bassi nel 2023 in provincia di Trapani, che si colloca al 106° posto tra le 107 province italiane per crescita. Nel complesso, secondo i dati dell’Osservatorio Findomestic la spesa complessiva nel 2023 è stata di 353 milioni di euro, solamente il 2,9% in più rispetto all’anno precedente. Per le auto nuove sono stati spesi 61 milioni (+12,1%) mentre per quelle usate 100 milioni di euro e +9,4% rispetto all’anno precedente. Anche il segmento motoveicoli, in controtendenza con la buona performance nelle altre province, non va oltre un rialzo del 6,3%, il più basso nella regione, a fronte di una spesa di 13 milioni. Situazione analoga nei consumi in durevoli per la casa. Per gli elettrodomestici i trapanesi hanno speso l’1,1% in più rispetto al 2022 (30 milioni di spesa complessiva), mentre sui mobili hanno impiegato l’1,1% di risorse in meno a fronte di una spesa totale di 90 milioni. In calo anche l’IT, con 12 milioni di euro impiegati (-7,5%) e l’elettronica di consumo (-30,4%, 9 milioni di spesa). Nella telefonia invece, i 37 milioni spesi nella provincia di Trapani segnano la flessione peggiore nella regione, pari a -1,7% di consumi. 

RAGUSA UNICA PROVINCIA IN SICILIA CON REDDITO PRO-CAPITE SOPRA I 18MILA EURO

Il mercato dei beni durevoli a Ragusa ha registrato buone performance in quasi tutti i comparti, arrivando nel 2023 a un volume di spesa complessiva di 271 milioni, il 7% in più rispetto al 2022 che segna la crescita più consistente della regione. Come conferma l’analisi dell’Osservatorio Findomestic, anche il reddito pro-capite è il più alto della regione, l’unico al di sopra dei 18mila euro (18.239, che ha portato a una spesa media in durevoli per famiglia pari a 2.007 euro) e sopra alla media del Mezzogiorno. Per le auto nuove a Ragusa sono stati spesi 59 milioni di euro (+19,9%, la crescita migliore in Sicilia), per quelle usate 78 milioni, 9 in più rispetto al ’22 (+12,4%). Nelle moto sono stati impiegati, invece, 12 milioni di euro: una crescita del 29% che porta Ragusa al 22°posto tra tutte le province italiane. Nei beni per la casa, tengono bene solo gli elettrodomestici (+2,8%, 22 milioni) mentre sono in calo il comparto dei mobili (59 milioni spesi, -0,9%), dei sistemi TV e Hi-Fi (6 milioni, -29,1%) e telefonia (26 milioni, -1,1%). Per quanto riguarda l’information technology, la flessione del 4,8% (9 milioni di spesa come nel 2022) rimane comunque positiva rispetto alla media nazionale (-6,6%), cosa che colloca Ragusa in 17° posizione per crescita nel settore tra tutte le province. 

ENNA LA PROVINCIA CON LA SPESA MEDIA IN DUREVOLI PER FAMIGLIA PIÙ BASSA

La provincia di Enna registra una delle performance peggiori in Sicilia e in Italia (dove è 105°) per quanto riguarda la spesa in beni durevoli nel 2023 secondo i dati dell’Osservatorio Findomestic. Questo anche a causa di un reddito pro-capite cresciuto meno rispetto alla media regionale (3,7%) che ha influito sulla spesa media per famiglia: 1.759 euro a nucleo, la più bassa in regione e al penultimo posto in Italia. La spesa complessiva in durevoli nel 2023 è stata di 122 milioni, il 3,2% in più rispetto all’anno precedente. Crescita meno vivace nel comparto mobilità: per le auto nuove sono stati spesi 16 milioni di euro (+10,1%) e per quelle usate 36 milioni (+12,9%), per i motoveicoli invece la spesa totale è rimasta a 3 milioni come nel 2022 (+14,7%). Nei beni per la casa l’unico comparto in positivo è quello degli elettrodomestici, con 11 milioni spesi (+0,7%). In calo dell’1,5% invece gli acquisti  di mobili (34 milioni, con una media di 490 euro a famiglia): risultato che posiziona Enna al 106° per crescita nella graduatoria delle province. In territorio negativo anche l’information technology (4 milioni, -8,3%), la telefonia (14 milioni, -0,5%) e l’elettronica di consumo (3 milioni di spesa a fronte dei 5 dell’anno precedente, -30,5%).

NEL 2023 AGRIGENTO ULTIMA PROVINCIA IN ITALIA PER CRESCITA SPESA IN DUREVOLI

È la provincia di Agrigento l’ultima in Italia per crescita in beni durevoli secondo i dati dell’Osservatorio Findomestic, giunto quest’anno alla sua trentesima edizione. La spesa complessiva nella provincia per il 2023 è stata di 327 milioni di euro, il 2,8% in più rispetto all’anno precedente. A trainare la pur moderata crescita è il comparto della mobilità, nel quale sono stati spesi 45 milioni di euro in auto nuove (+10%) e 93 milioni in auto usate (+10,4%): rialzi più contenuti rispetto alla media nazionale e regionale. Accelerano invece i motoveicoli, con un incremento del 24,2% più in linea con la media italiana (a +24,7%) e una spesa di 14 milioni, 3 in più dell’anno precedente. Sono poi le spese in beni per la casa a risultare più contenute rispetto alle altre province siciliane e alla media nazionale. In particolare, il comparto degli elettrodomestici che altrove ha registrato buone performance, ad Agrigento si ferma a una crescita dello 0,8% (30 milioni come nel 2022). In calo tutti gli altri comparti dei beni durevoli dell’ambiente domestico. Per i mobili sono stati spesi 91 milioni, una flessione dell’1,3% rilevando tuttavia la spesa media per famiglia più alta della regione pari a 518. Scendono anche l’elettronica di consumo (-30,8%, il dato peggiore in regione, 8 milioni), l’IT (10 milioni, -12%, un ribasso del doppio rispetto alla media nazionale) e la telefonia (con una spesa di 35 milioni, -1,3 sul ’22).

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