lunedì, 23 Marzo 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

A seguire la risposta di Michele Sardo ad Emilio Corrao

Il valore del NO, la giustizia non si riforma con la paura: lettera al direttore

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Emilio Corrao del PD di Palermo con delega al contrasto alle mafie, legalità e trasparenza che esprime un’opinione sull’esito del Referendum Costituzionale sulla Giustizia che si è concluso con la vittoria del No.

La lettera di Emilio Corrao

Gentile Direttore,
il recente esito referendario non rappresenta una vittoria sindacale o politica, ma una riaffermazione di civiltà giuridica. Abbiamo assistito a una campagna elettorale che, pur di ottenere il consenso, ha cavalcato i timori popolari sulla criminalità e sulla gestione dei minori, trasformando un dibattito tecnico in uno scontro emotivo.

L’obiettivo era chiaro: separare le carriere per indebolire quel controllo di legalità che la politica, a volte, mal sopporta.
Fatta salva la buona fede anche di ogni persona, la legge deve essere uguale per tutti e l’indipendenza della magistratura è l’unica garanzia che abbiamo contro l’arbitrio del potere. Richiamando l’insegnamento di Sandro Pertini, noi cittadini abbiamo preferito la complessità della democrazia alle facili scorciatoie autoritarie. Questo voto ci ricorda che la nostra libertà nasce dalla Resistenza e si nutre del rispetto dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Oggi abbiamo il dovere di fermare ogni deriva che minacci i nostri diritti fondamentali. I “NO” consapevoli sono quelli che permettono ad una nazione, ad uno stato, ad un paese di crescere e di riscoprirsi forte nella propria Carta Costituzionale.

Cordiali saluti,
Emilio Corrao
Segreteria Provinciale PD di Palermo – delega al contrasto alle mafie, legalità e trasparenza.

La risposta

Gentile Emilio Corrao,
la sua riflessione offre uno spunto significativo su un tema che, come dimostrato dal dibattito recente, resta complesso e profondamente sentito (come dimostra anche la notevole affluenza alle urne e le tante discussioni sul tema sui social). Il confronto attorno al referendum ha messo in luce sensibilità diverse, spesso legate a visioni differenti del rapporto tra giustizia, politica e garanzie costituzionali. Ne sono nate certezze, sulla forza della nostra costituzione, ma anche qualche interrogativo sui ruoli della magistratura che lascia diversi punti di sospensione.

Il risultato referendario, anche se non cambierà nulla sul fronte della Magistratura e della Giustizia vista la vittoria del No, si presta a interpretazioni plurali, che riflettono la varietà delle posizioni presenti nel Paese. Proprio questa pluralità costituisce, in fondo, uno degli aspetti più caratteristici della nostra democrazia. Un contributo che probabilmente non chiude il dibattito e che continuerà a interrogare cittadini e istituzioni nei prossimi mesi.

Saluti,
Michele Sardo

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