Con provvedimento odierno il Tar ha annullato il regolamento per l’applicazione del canone unico patrimoniale, imposto per l’occupazione del suolo pubblico. L’annullamento, conseguente all’accoglimento del ricorso di quattro concessionari contro il CUP, ha travolto anche le richieste di pagamento emesse sulla base di questo e relative al biennio 2024-2025.
Sembrerebbe che il Consiglio comunale di Palermo avesse modificato le tariffe tabellari della tassa senza però avviare un concomitante ed adeguato procedimento istruttorio. Il che avrebbe comportato che la somma richiesta agli occupanti dello spazio demaniale fosse ben otto volte superiore alle cifre corrisposte in precedenza, in ottemperanza delle imposte sostituite, a partire dal 2021, proprio dal canone unico (TOSAP e COSAP, tra le altre).
Riscontrando le irregolarità prospettate dai ricorrenti, i giudici della Prima Sezione hanno confermato l’arbitrarietà del calcolo del gettito prescrivendo che non si discostasse senza giustificato motivo dalle entrate riscosse in passato. Così facendo, ha stabilito l’invalidità degli atti impugnati dai concessionari, per mezzo del difensore Luigi Raimondi, applicativi del regolamento. Infine, ha posto a carico del Comune le spese di giustizia.


