Anno nuovo, risultato vecchio. Il Palermo, infatti, inaugura il 2026 del Barbera con il più classico dei recenti risultati casalinghi di matrice inzaghiana: vittoria per uno zero e tre punti in tasca.
Purtroppo gli infortuni non danno pace alla compagine rosanero e anche contro lo Spezia non sono disponibili né Tramoni, né Johnsen, né Pierini, né Dany Mota, né Rui Modesto. Ma da Manchester arrivano rassicurazioni che in settimana dovrebbe chiudersi il ballottaggio Amauri-Caracciolo per il ruolo di vice-Pohjanpalo. Stay tuned, come dicono da quelle parti. In compenso, nell’undici anti-Spezia c’è Veroli per il febbricitante Ceccaroni e la sorpresa Gyasi sulla trequarti.
LA CALDAIA DEL DOTTORE NEL PRIMO TEMPO
Neanche il tempo di sentire il fischio d’inizio che dopo una combinazione da PlayStation Augello-Pierozzi-Pohjanpalo, quel gran Jacopo d’un Segre scatafulla una caldaia tripla classe A che s’infila alla destra di un Radunovic ancora intento a telefonare a casa per dire che erano arrivati a Palermo. La quota over cala drasticamente. Pure i siti che si occupano prevalentemente di meteo prevedono grandinate di gol in zona De Gasperi/Viale del fante. Come no… La prima frazione, comunque, tutto sommato è divertente, con un ping-pong-ping di azioni da una parte e dall’altra. Di gol magari ne riparliamo magari nel secondo tempo.
LEGNI A TIGNITÈ NELLA RIPRESA
Dopo venti minuti di nulla cosmico, risale clamorosamente la quota over nel secondo tempo. Per quanto riguarda la voce occasioni da rete – come dicono certe voci guida – si prega di restare in attesa per non perdere la priorità acquisita. Artistico e Verde suonano la sveglia ai rosanero, Pippo Inzaghi – dall’alto della sua skybox – ringrazia la regola del fuorigioco. Il Palermo, però, proprio non riesce a finire una gara senza soffrire, e quando potrebbe ci si mette in mezzo pure la dea bendata che per l’occasione decide di girarsi dalle parti dell’ippodromo: doppio legno (traversa di Le Douaron e palo di Bani) e gol divorato da Palumbo.
Il resto è un carico di farmaci per i tifosi rosanero. Si va dagli ansiolitici agli antiaritmici e quando, in pieno recupero, lo Spezia colpisce il palo con Artistico, in tanti sostengono di aver visto Santa Rosalia scendere dal Montepellegrino, posizionarsi sulla traversa della porta difesa da Joronen e risplendere in tutta la sua bellezza. E al fischio finale di Massimi, una bella corona di rosario da sgranare per tutti! Alleluja!
LE PAGELLE
Joronen 7. Come ormai ci ha abituato, vola con quanto fiato in gola per respingere le folate dello Spezia. Si, ogni tanto sfarfalla nelle uscite alte, ma è l’amico di cui non puoi più fare a meno. Portjoronen.
Bereszynski 5. Soffre la velocità con cui lo puntano e spesso va in affanno. Decide di farsi ammonire così da fare scattare immediatamente il cambio nell’entourage inzaghiano. Astuto.
Dal 57° Peda 6. Capisce che c’è poco da babbiare e arrunza l’arrunzabile senza badare all’etichetta.
Bani 6. C’è il Mattia difensore che s’è fatto passare più d’una volta e che ha sofferto le pene dell’inferno sui colpi di testa ed il Mattia attaccante che nell’area avversaria è un pericolo costante e che colpisce un palo. A chi volete più bene? A tutti e due, ovviamente!
Veroli 5. Balla più di Enzo Paolo Turchi per tutto il primo tempo. Ma né Soleri né Di Serio somigliano a Carmen Russo e ne risente. Da paso doble a passo indietro è un attimo.
Dal 46° Ceccaroni 6,5. Si assesta nella sua mattonella di centrosinistra chiudendo la zona con doppio cilindro europeo anti-effrazione. Defender.
Pierozzi 6. Come avrebbe detto il profeta di Fusignano, Adamo è un cliente “ostico e anche agnostico” ed il “Mugello Express” lo soffre maledettamente. Però, fa parte di quel quartetto che firma il blitz rosanero dopo undici secondi e quando c’è da assecondare la manovra offensiva partecipa attivamente e positivamente.
Ranocchia 7. Tocca una quantità di palloni collocabile facilmente oltre il milione. I suoi passaggi sono linee di Mirò che luccicano sul prato del Barbera.
Segre 7. Corre come un dannato dal primo al novantacinquesimo minuto, inseguendo palla, avversari, stewart e ghiacciolari. Firma il gol vittoria dopo appena undici secondi con un terra-aria imprendibile. E fallo uno brutto, Dottò!
Augello 6. Sernicola è una chiattidda che non gli lascia respiro. Il buon Tommaso capisce l’antifona e si mette sulla difensiva senza fare troppo il toco. È lui a dare l’avvio dopo zero secondi all’azione che porta al gol stappa-match.
Palumbo 5,5. Gli manca il lampo di genio, la scintilla, il fuoco sacro della giocata decisiva. E anche quando ha a disposizione un palloncino comodo comodo con su scritto “sono tuo, spingimi” ne viene fuori una mezza schifezza. Alla prossima, Antò.
Dal 77° Gomes s.v.
Gyasi 5. Perde qualsiasi duello: fisico, tecnico, in velocità, a Burraco, Scala 40 e Rubamazzo. Per quarantacinque minuti un uomo regalato allo Spezia. Cadeau.
Dal 46° Le Douaron 6,5. Il “fantasma di Brest” cala sul Barbera, colpisce una traversa con una lenzuolata di testa, fornisce un ottimo assist per Palumbo e ci mette grinta per tutta la seconda frazione. Divertente il siparietto con il quale ricorda a Beruatto il risultato del match. Comedian.
Pohjanpalo 6. È il penultimo attore della banda del blitz, con un tacco dodici che apparecchia la tavola alla rete rosanero. Poi passa una gara a sbattersi fra maglie bianche senza avere altri palloni giocabili.
Dal 84° Corona s.v.
Inzaghi/D’Angelo 6. Tengono alta la qualità in campo per tanto tempo e i risultati si vedono. Non tanto nella misura del successo, quanto nella sensazione che da un momento all’altro potesse arrivare la giocata decisiva.


