sabato, 7 Novembre 2026
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Qualche sufficienza stiracchiata per un Palermo che ad Ascoli ha giocato solo un tempo. Ranocchia top, Vavassori flop

Il Palermo ad Ascoli grazie a Ranocchia diventa Principe – LE PAGELLE

L’attesa per le trasferte del Palermo non è più tanto nell’attesa del successo o della prestazione, ma in quello che potrà dire il DS Carlo Osti nell’ormai consueta intervista prepartita. Se a Mantova si era lanciato citando Virgilio, prima di Ascoli – Palermo auspicava che l’aquila potesse volare più in alto del picchio. Un augurio che – oltre alle competenze calcistiche – ci lascia intravedere anche la sapienza ornitologica del dirigente rosanero. Almeno, parlando di picchio non ha portato picchio.

Nel primo tempo l’Ascoli è uno schiacciasassi col motore della Mercedes di Kimi Antonelli. Va in vantaggio con capitàn… pardon… con l’ex capitano del Palermo, Brunori, e rischia di sventolare la bandiera a scacchi con il velenoso mancino di Silipo che – memore di perle inenarrabili come i gol al Marsala ed al Biancavilla – vorrebbe stupire con le sue giocate tutti i tifosi rosanero che hanno avuto il privilegio di ammirarlo in annate di calcio-champagne contro compagini come Paganese, Virtus Francavilla, Bisceglie, Picerno o Vibonese. Si va al riposo. E per i rosanero ce ne vorrebbe almeno una settimana.

Invece il Palermo del secondo tempo è più tonico e pimpante. Nulla di trascendentale, attenzione! Non vorremmo spacciare una frazione appena decente come la partita della vita, ma i ragazzi di Inzaghi hanno il merito di anestetizzare un Ascoli che comincia vedere la porta rosanero come un’oasi nel deserto. La pareggia Ranocchia, entrato per un Vavassori leggero ed impalpabile come l’asfalto di Via Ernesto Basile, e può andare bene così. Finisce in pareggio, come la gara tra chi aveva la maglia più brutta. Un punto in trasferta, imbattibilità mantenuta e… ci vediamo dopo la pausa.

LE PAGELLE

Perin 6,5. PorompomperoPerin tiene in piedi i rosa con un prodigioso intervento su Silipo. Ordinarissima amministrazione per tutta la partita.

Cassandro 6. Nel primo tempo, solo e abbandonato al suo destino, è fatto a julienne sottili sottili sottili da Guiebre e D’Uffizi che per quarantacinque minuti lo maltrattano come se fosse il peggiore degli Eros Pisano. Nel secondo tempo offre l’assist per il pari e fa valere un enorme strapotere fisico. Part-time.

Peda 6,5. Partita tutto sommato tranquilla dalle parti del polacco. Dimostra che in questa squadra ci può stare ad occhi chiusi.

Ceccaroni 6,5. Controlla l’amico Brunori senza particolari affanni tenendolo a distanza di sicurezza da Perin.

Augello 6,5. Stantuffa sulla fascia sinistra senza sosta. Non azzecca un cross neanche per sbaglio, ma questa è un’altra storia.

Segre 5. Mai in partita, sessanta minuti di nulla cosmico.

Dal 63° Gomes 6. Si vede che ha voglia. Entra, però, con la partita che va scivolando verso i titoli di coda.

Estevez 6. Lasciateci ancora margine per capire di chi stiamo parlando. Perchè quando gioca basso diventa un uomo regalato e riesce ad esprimersi meglio quando lasciato un po’ più libero di giostrare dal centrocampo in su.

Hernani 5,5. Per “Fuccibol bailado” sessanta minuti di andatura abbuttata come quando accompagni la zita a girare per un paio di scarpe. Non trova mai la giocata giusta.

Dal 63° Mazzitelli 6. Nel giro di mezzora cambia più posizioni lui nel centrocampo rosanero che Rocco Siffredi in uno dei suoi tanti successi. In compenso mette ordine e accompagna la partita ad esalare.

Johnsen 6,5. Non è serata, si vede, ma “Circotogni” ci prova, riprova e riprova ancora. Sempre con la stessa giocata, però è l’unico che prova ad accendere la luce quando il contatore è staccato. Intrallazzo.

Vavassori 4,5. Passa una settimana dove viene paragonato nell’ordine a: Dybala, Hernandez, Miccoli, Zico, Maradona, Pelè, gli Apostoli e Dio. Per noi rimane il Quaison della bergamasca e contro l’Ascoli non solo si assenta ingiustificamente ma è da una sua palla persa che arriva il gol bianconero. Crisi di identità.

Dal 46° Ranocchia 7. Il suo ingresso rivitalizza un reparto narcolettico. Quel pallone che entra in porta baciando il palo lo trasforma in Principe.

Pohjanpalo 5. Spompato, siddiato, ingrigito e con le polveri bagnate. E queste sono le note positive. Stavolta qualche pallone sotto porta è arrivato ma il finnico l’ha strapazzato come non gli sarebbe mai successo in precedenza. Càpita. Scherzi a parte: verranno tempi migliori, ne siamo certi. “So far tutto o forse niente, da domani si vedrà”. Ricco e povero.

Dal 70° Gabrielloni 6. Risponde sempre “presente” alla chiamata. Vorrebbe entrare nell’ampio novero dei marcatori rosanero ma con la partita ormai sui titoli di coda non ci riuscirebbe neanche Tom Cruise in “Missione impossibile”.

Inzaghi 6,5. Stupisce con il cambio Ranocchia – Vavassori facendo incupire anche Lavoisier. C’è da dire che anche l’Ascoli, che tecnicamente è qualche spanna sotto i rosanero, ha messo in evidenza come questa squadra non sarà mai un’orchestra. Però quando c’è da suonare un assolo, fermi tutti! I virtuosi ce li ha il Palermo ed il mister, in questo momento, paga oltremisura un reparto infermeria trafficato come Viale Regione il lunedì mattina.

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