domenica, 19 Maggio 2024

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Hulk e Spiderman ai Quattro canti: dal carcere all’arte di strada

CronacaHulk e Spiderman ai Quattro canti: dal carcere all'arte di strada
L’intervista a Spiderman e ad Hulk

I turisti si fermano attirati dalle loro grida e dai loro numeri. Il loro palchetto improvvisato è il centro di Palermo, che d’estate brulica di visitatori. Giuseppe e Pietro, due eroi dei tempi moderni, hanno dovuto inventare una professione. Ora sono Hulk e Spiderman. Giuseppe Lucido, da tutti conosciuto come Lo Sciccoso di Palermo, è un artista, un vero creativo, ma la vita lo ha costretto ad una salita ripidissima. Quando era giovane è finito in carcere perché rubava per vivere. Ha anche avuto problemi con la droga, ha più volte tentato il suicidio, ma lui giura di esserne uscito e c’è da credergli. Lo Sciccoso adesso vuole solo rinascere. Toglie la maschera da Hulk e nei suoi occhi si legge voglia di riscatto. Ha figli, vuole farlo per loro ma anche per se stesso. Suo fratello, il suo idolo, è morto per overdose. Lui non vuole fare quella fine. E se la fortuna dovesse girarsi dalla sua parte vorrebbe aiutare il prossimo, la gente povera e disperata. Già lo sta facendo con Pietro, Spiderman, che ha ribattezzato lo Sciccoso fulminato. Lui è rimasto senza genitori da piccolo. Ma per Giuseppe la discesa non è ancora iniziata. Non ha una casa, è un senzatetto, ha pochi soldi, ma ha ancora fiducia. Non ha intenzione di demordere e non vuole mai più tornare in carcere “perché la libertà è un bene prezioso”.

Su Tiktok il profilo de Lo Sciccoso di Palermo è di tutto rispetto: quasi 7 mila follower e 60 mila “mi piace”. Del personaggio che ha creato ne va fiero, il suo soprannome l’ha perfino tatuato sul braccio. Appassionato di Fiat 126 aveva sfruttato il cofano di una vecchia mini utilitaria per creare un’attività di street food. Vendeva hot dog alla Guadagna. Ma due mesi fa l’amara sorpresa: il suo banco non c’era più, qualcuno lo aveva portato via. Un’altra beffa che lo ha costretto a reinventarsi di nuovo. Ha modificato un vecchio motociclo: lo ha colorato di verde, la stessa tonalità del personaggio che interpreta, e lo ha riempito di luci.

Mentre i turisti e i bambini ridono, fanno foto, scattano selfie, Giuseppe Lucido e Pietro Rotolo soffrono per il grande caldo. Sotto quelle maschere e quei vestiti carnevaleschi non c’è solo gente che vuole far ridere. Ci sono storie di grande sofferenza e di persone che nella vita non ce l’hanno fatta ma che hanno voglia di risalire la china.

Piazza Vigliena comincia a svuotarsi, Pietro e Giuseppe raccolgono tutto e si preparano per andare via. Lo Sciccoso, un gigante buono in cerca di serenità e fortuna, accende il ciclomotore e aziona la sirena. Lo Sciccoso fulminato lo guarda in attesa di un segnale, poi salta in sella dietro di lui. Tra luci e un rumore assordante, passano in mezzo ai turisti che sono ancora lì ad immortalarli, tra risate e consensi. C’è ancora il tempo di un selfie con un bimbo poi le attrazioni vanno via, verso la loro reale vita difficile, fatta di salite e di sudore. Un dietro le quinte che, purtroppo, non fa ridere affatto.

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