martedì, 27 Gennaio 2026
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La vetrina della galleria diventa così uno spazio di sosta e consapevolezza, dove l’arte si interroga e, nel farlo, tiene viva la responsabilità del ricordo

Il “Centro d’arte Raffaello” celebra la Giornata della Memoria: in vetrina un disegno di Bruno Caruso

Ogni anno, in occasione della Giornata della Memoria che si celebra in tutto il mondo il 27 gennaio, il “Centro d’arte Raffaello” sceglie di affidare alla vetrina della galleria un’opera con un significato speciale, lasciandole il compito di sollecitare il ricordo e invitare a una riflessione profonda. Il 27 gennaio è una data importante, emblematica, dedicata alle vittime dellOlocausto e a tutte le persone perseguitate dal regime nazista e fascista.
“Nonostante il tempo trascorso – afferma il direttore artistico della galleria palermitana Sabrina Di Gesaro –  è ancora forte il bisogno di celebrarla, con ogni strumento: noi lo sentiamo come un dovere, una responsabilità a cui il mondo dell’arte non può sottrarsi e lo facciamo nel modo che ci è più congeniale”. 
L’esposizione in vetrina di un’opera simbolica é un gesto misurato, silenzioso, ma necessario.
“Lo riconosciamo come una responsabilità autentica, alla quale il mondo dell’arte non può sottrarsi – prosegue la dottoressa Sabrina Di Gesaro –  e la esercitiamo nel modo che ci è più consono: è il nostro contributo affinché la coscienza collettiva rimanga vigile, il segno di una consapevolezza profonda attraverso il nostro linguaggio, quello dell’arte”. 
Nel 2026, nella vetrina della sede di via Emanuele Notarbartolo 9/E, il “Centro d’arte Raffaello” ha scelto di esporre un disegno di Bruno Caruso, appartenente alla serie “Mitologia omerica”, realizzata in esclusiva per la galleria, dal titolo “Lotta fra due centauri”.
“Un’opera che, pur muovendo dal mito – spiega la gallerista – parla con forza al presente: il conflitto, la violenza, lo scontro tra forze opposte diventano metafora universale della storia umana”.
“Lotta fra due centauri” racconta l’universo leggendario dedicato alla Grecia dell’Olimpo, ispirato dall’Iliade e dall’Odissea, ai suoi miti ed eroi, che confermano il rapporto privilegiato del grande artista con la classicità mediterranea. 
Un’opera corale che ricorda come la barbarie non sia astratta e lontana, ma una possibilità sempre presente, contro cui la memoria resta l’unico vero antidoto: nel segno incisivo di Bruno Caruso, la lotta non è solo fisica ma morale, simbolica, profondamente umana. 
“Esporla nella Giornata della Memoria – evidenzia Sabrina Di Gesaro – è un tentativo di stimolare riflessioni e toccare le corde più profonde perché simbolicamente attinente alla lotta, a qualcosa di atroce di cui si è macchiata la storia del secolo scorso, affinché il male non sia negato né dimenticato”. 
“L’arte è un potente strumento di riflessione e di monito – conclude – capace di generare conoscenza e contribuire alla costruzione di una coscienza collettiva: non offre risposte immediate, ma apre domande, mette in allerta lo sguardo, costringe a fermarsi”. 
La vetrina della galleria diventa così uno spazio di sosta e consapevolezza, dove l’arte si interroga e, nel farlo, tiene viva la responsabilità del ricordo. 

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