giovedì, 8 Gennaio 2026
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L’uomo accusato di anni di maltrattamenti sulla moglie e di aver inviato foto di una pistola con minacce di morte ai familiari

Gela, violenze in famiglia e minacce armate: arrestato 46enne

I carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta hanno arrestato a Gela un pregiudicato di 46 anni con le accuse di violenza domestica e detenzione illegale di arma da fuoco. L’uomo è ritenuto responsabile di una lunga serie di maltrattamenti ai danni della moglie, culminati in una violenta aggressione durante la quale l’avrebbe colpita con calci e pugni, arrivando a minacciarla di morte.

Ai militari dell’Arma la donna ha raccontato di subire da anni violenze fisiche e psicologiche da parte del marito. Episodi che in più occasioni erano stati segnalati alle autorità, ma che la vittima aveva successivamente ritrattato per il timore di possibili ritorsioni. Una condizione di paura e soggezione che, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe accompagnato la donna per lungo tempo.

Dopo l’ultima aggressione, la situazione è precipitata. Il 46enne avrebbe infatti inviato alla sorella della vittima la fotografia di una pistola, accompagnandola con esplicite minacce di morte rivolte all’intero nucleo familiare. Un gesto che ha fatto scattare immediatamente l’intervento dei carabinieri, preoccupati per il concreto pericolo di un’escalation di violenza.

I militari sono tornati nell’abitazione dell’uomo, dove lo hanno trovato mentre si apprestava probabilmente ad allontanarsi: con sé aveva un borsone contenente effetti personali e uno zaino. All’interno di quest’ultimo i carabinieri hanno rinvenuto una pistola semiautomatica calibro 7,65, illegalmente detenuta, con caricatore inserito e sette proiettili pronti all’uso, accuratamente occultata.

Alla luce dei gravi indizi raccolti, l’uomo è stato arrestato e, su disposizione della Procura di Gela che ha coordinato le indagini, condotto in carcere. Nelle ore successive il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere.

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