La Guardia di finanza ha sequestrato diversi immobili e terreni in provincia di Palermo nell’ambito di un’indagine su una presunta truffa legata a false successioni e testamenti. La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha disposto il provvedimento d’urgenza nei confronti di tre persone, indagate per truffa, false dichiarazioni e falsità in testamento olografo. I finanzieri hanno inoltre eseguito alcune perquisizioni nelle abitazioni e nei locali riconducibili agli indagati.
L’inchiesta del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo è partita dalla denuncia di un uomo rimasto vedovo, che ha scoperto una situazione inattesa mentre sbrigava le pratiche per la successione della moglie, morta nel gennaio 2025.
L’uomo aveva acquistato un immobile nel 1993 insieme alla consorte, in regime di comunione legale dei beni, ma durante le verifiche ha scoperto di non risultare più proprietario della casa. A quel punto ha appreso che un uomo a lui completamente sconosciuto aveva rivendicato la proprietà dello stesso immobile attraverso una dichiarazione di successione registrata nel maggio 2025.
Gli accertamenti
Gli accertamenti della Guardia di finanza hanno permesso di ricostruire il presunto meccanismo utilizzato per entrare in possesso di numerose proprietà. Uno dei tre indagati avrebbe presentato un testamento olografo falso, nel quale la madre lo indicava come erede universale. Lo stesso avrebbe inoltre prodotto un’autocertificazione non veritiera, sostenendo che la donna avesse acquisito per usucapione la proprietà di diversi immobili.
Sulla base di questi documenti, gli indagati avrebbero poi presentato all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione di successione e una richiesta di voltura catastale. Le procedure avrebbero consentito loro di intestarsi 18 immobili e diversi terreni, sottraendoli formalmente ai legittimi proprietari.
L’intervento degli investigatori punta anche a impedire eventuali successive compravendite. Senza l’avvio dell’inchiesta, infatti, gli indagati avrebbero potuto rivendere gli immobili a ignari acquirenti, ricavando ingenti profitti e rendendo più difficile il recupero dei beni da parte dei legittimi proprietari.



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