mercoledì, 18 Febbraio 2026
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Il malore sul ponte Pietro Nenni: decisivo per Piero Cirrito il massaggio cardiaco

Ex dirigente del Banco di Sicilia colpito a Roma da arresto cardiaco: salvato da un passante

Un arresto cardiaco improvviso, in mezzo al traffico del pomeriggio romano, e un passante che non si volta dall’altra parte. È accaduto sul ponte Pietro Nenni, a Roma, il 7 maggio scorso. Protagonista della vicenda è Piero Cirrito, 72 anni, dirigente di banca in pensione, che oggi, dopo diversi mesi da quel terribile fatto, può raccontare la sua storia grazie al sangue freddo e alla prontezza di Massimo Tomasino.

Cirrito stava passeggiando nel quartiere Prati insieme alla moglie quando, all’improvviso, le ha stretto la mano e si è accasciato a terra privo di sensi. La moglie, disperata, ha chiesto aiuto, attirando l’attenzione dei passanti. Proprio in quel momento passava da lì Massimo Tomasino.

Era uscito dal suo ufficio al Flaminio e, vista l’ora tarda, aveva deciso di non rientrare a casa a Ciampino, ma di raggiungere a piedi l’abitazione della madre, anche lei residente a Prati. Tomasino non è un medico, ma ha intuito subito la gravità della situazione e ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco. Nel frattempo un altro passante ha contattato il 118, che ha guidato telefonicamente l’uomo nelle manovre di rianimazione.

Dopo alcuni interminabili istanti, il cuore di Cirrito ha ripreso a battere. Un tempo sufficiente a mantenerlo in vita fino all’arrivo dei soccorsi. Trasportato in ospedale, l’uomo è rimasto in coma per tre giorni con riserva sulla vita. I sanitari temevano che l’arresto cardiaco, durato diversi secondi, potesse aver provocato danni cerebrali irreversibili. Ma al risveglio ogni timore è stato fugato: l’uomo, al quale è stato installato un pacemaker, non ha riportato alcuna conseguenza neurologica.

Originario di Caltavuturo, nel Palermitano, Piero Cirrito ha vissuto per gran parte della sua vita a Palermo, dove era un professionista molto conosciuto per aver ricoperto un ruolo di primo piano come dirigente del Banco di Sicilia. Negli ultimi anni di attività si era trasferito a Roma perché chiamato alla direzione del Mediocredito centrale. E proprio a Roma ha scoperto il grande cuore dei romani.

Dopo essere stato dimesso dall’ospedale romano, Cirrito ha voluto a tutti i costi rintracciare l’uomo che gli aveva salvato la vita. Ha lanciato un appello sui social, che è arrivato fino alla barista di un locale frequentato abitualmente da Tomasino. Da lì il contatto e il nuovo incontro, questa volta a casa di Cirrito. Massimo si è presentato con un gelato, Piero ha offerto i cannoli, simbolo gastronomico della sua Sicilia.

Oggi i due sono amici. «Amici per la vita», come ama ripetere Cirrito, che ha ripreso la sua quotidianità con uno sguardo diverso. La consapevolezza di aver avuto una seconda possibilità e di doverla ad uno sconosciuto che, per una coincidenza del destino, si è frapposto tra la sua vita e la morte. Un angelo custode, nel posto giusto al momento giusto.

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