Dopo aver messo in luce le presunte storture del procedimento di approvazione della legge di bilancio siciliana, Ismaele La Vardera, consigliere regionale e fondatore di “Controcorrente”, ha indirizzato una lettera al Presidente dell’Ars Gaetano Galvagno esigendo spiegazioni.
A destare clamore ed indignazione negli scorsi giorni, infatti, è stata l’approvazione di un emendamento alla finanziaria proposto dalla ex Iena, il quale ha previsto lo stanziamento di un milione di euro in “ambiti di coordinamento intersettoriale”, frase di per sé priva di alcun significato. L’idea, nata come una provocazione e che parrebbe essere assurta a grottesca realtà normativa, darebbe un saggio – a detta di La Vardera – di come sia facile in Sicilia destinare denaro pubblico in opere o progetti inutili o, come in questo caso, totalmente fittizi.
Forte della dimostrazione resa, il consigliere ha lamentato presso Galvagno l’inammissibilità di sedute “fiume” (denominate così per il loro protarsi sino ad esaurimento della votazione ndr), che non permetterebbero di analizzare in maniera solerte il contenuto degli emendamenti; per converso, ha prospettato l’opportunità di suddividere il lavoro in più sedute. Inoltre, La Vardera ha sottolineato la necessità di istituire un pool che sia deputato alla verifica delle norme proposte, di modo che l’eventuale riscontro di anomalie od oscurità linguistiche possano essere opportunamente poste all’attenzione dell’Ars.
Da ultimo, il fondatore di “Controcorrente” ha comunicato a Galvagno di aver depositato un nuovo emendamento, modificativo del precedente tanto discusso e fonte di imbarazzo per l’organo legislativo siciliano, a tenore del quale la medesima cifra sarebbe impiegata a beneficio del Comune di Palermo e, nello specifico, nel miglioramento del quartiere Zen.


