Oggi 13 aprile, al Policlinico di Palermo verranno eseguite le autopsie sui corpi di Daniluc Tiberi Un Mihai, 50 anni, e Najahi Jaleleddine, 41 anni, i due operai morti venerdì scorso dopo il crollo di una gru in via Ruggero Marturano.
La Procura di Palermo ha aperto il fascicolo per omicidio colposo e ha inserito nel registro degli indagati il titolare della ditta e il committente dei lavori edili, proprietario dell’appartamento dove gli operai lavoravano. Dall’inchiesta emergono irregolarità sul piano contrattuale. Da chiarire come svolgessero le attività lavorative i due uomini deceduti. I familiari di Daniluc Tiberi Un Mihai, in varie interviste hanno affermato che l’uomo avesse una regolare assunzione.

L’incidente è avvenuto mentre i due operai si trovavano nel cestello della gru, impegnati in lavori al decimo piano. Il braccio del mezzo si è piegato all’improvviso e ha provocato la caduta nel vuoto. I primi accertamenti indicano che i due non risultassero assunti né iscritti alla Cassa edile o alla Edilcassa. Dopo la tragedia, i Vigili del Fuoco hanno recuperato sul posto il cellulare di una delle vittime. Gli investigatori analizzeranno il contenuto dello smartphone nei prossimi giorni.
Tre elementi di indagine
Gli inquirenti concentrano l’attenzione su tre aspetti principali. Il primo riguarda la posizione del camioncino che sostiene il braccio della gru. Da una prima valutazione, gli operai avrebbero parcheggiato il mezzo troppo lontano dall’area di lavoro, probabilmente per non compromettere il lavoro dell’officina. Questa scelta avrebbe concentrato lo sforzo sul braccio estendibile, che non ha retto al peso degli operai e dei materiali
Il secondo punto riguarda lo stato tecnico della gru. I tecnici smonteranno il mezzo pezzo per pezzo per verificare eventuali anomalie o difetti. Infine, gli investigatori controlleranno i sistemi di sicurezza. Le gru di questo tipo montano sensori che bloccano automaticamente il braccio quando supera i limiti di sicurezza. Chi utilizza il mezzo può però disattivare questi dispositivi con facilità, intervenendo su un filo interno e ripristinando il collegamento dopo l’uso. Gli accertamenti chiariranno se qualcuno abbia manomesso questi sistemi.





