martedì, 3 Febbraio 2026
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L'inaugurazione il 4 febbraio alle 12:00. È stato realizzato dall’artista Igor Scalisi Palminteri

Dalla memoria alla responsabilità: il murale “Amati” per Simone Gnoffo

La memoria di un ragazzo, il ricordo della famiglia trasformato in forza per sensibilizzare i più giovani e tutta la comunità sulla sicurezza stradale e l’urgenza di educare alla vita si incontreranno sulla parete della palestra e del campo di calcetto dell’Istituto Duca Abruzzi – Einaudi Pareto di Palermo, dove sarà inaugurato il 4 febbraio alle 12:00 il murale “Amati”, realizzato dall’artista Igor Scalisi Palminteri.

L’opera, collocata in uno spazio simbolico della scuola, diventerà un luogo di riflessione e dialogo per studenti, studentesse e tutta la comunità.

Il murale è dedicato a Simone Gnoffo, scomparso tragicamente il 31 maggio del 2024 in seguito a un incidente stradale mentre era in sella alla sua moto. Non sarà solo memoria, ma anche un messaggio concreto di amore per la vita, di responsabilità e consapevolezza, rivolto ai giovani e a tutta la comunità.

“Io credo che da una storia triste e dolorosa si possano imparare tante cose – dice l’autore del murale, Igor Scalisi Palminteri – Questa è la storia di Simone, che abbiamo provato a dipingere su un muro. Ma la sua è la storia di tanti ragazzi e tante ragazze che sulla moto perdono la vita e lasciano dietro una scia di dolore: dei genitori, dei familiari, dei loro amici e delle loro amiche. Quindi cosa possiamo imparare da questa storia se non prima di tutto ad avere cura di noi stessi e amarci. Per questo il dipinto si intitola ‘Amati’, per richiamare il senso profondo della vita. Questo può tradursi, l’amarsi, nello stare attenti quando si è in moto, nell’usare sempre il casco, nell’evitare di correre a velocità troppo sostenute. Le passioni, come quella per la motocicletta, sono importanti, ma è ancora più importante la propria vita, quella di ogni persona. Ascoltando il grido di dolore dei genitori e della sorella di Simone, abbiamo voluto dipingere sul muro della scuola che lui ha frequentato il suo volto, lui con il suo casco in mano, insieme ad altri ragazzi e altre ragazze in questa spiaggia che invece indossano il casco, ma non perché lui non lo indossasse, e questo è importante specificarlo, ma perché avevamo bisogno di dare un segnale forte a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi che amiamo”.

Un impegno assunto da parte di Domenico Gnoffo e Anna Cusimano, genitori del giovane, e dalla sorella Sofia : “La morte di Simone deve essere un urlo – affermano – Non possiamo abituarci a vedere ragazzi morire sulle strade, come se fosse normale. Non è normale. Non è inevitabile. Non è solo sfortuna: è anche una società che cresce giovani velocissimi, distratti e scollegati da ciò che li circonda. Troppo dentro ai telefoni, troppo dentro ai social, troppo poco dentro la vita reale. È un problema di tutti. Questo murale non è memoria per pochi, è un richiamo alla comunità. Simone continua a vivere nel messaggio che pretende di essere ascoltato: la vita è fragile, le relazioni sono sacre, e bisogna esserci davvero. Essere presenti, veri e vigili è un dovere verso noi stessi e verso chi amiamo. Non lasciate che il silenzio spezzi un altro ragazzo. Non voltatevi dall’altra parte. Questo non è un addio – concludono -, ma un atto di responsabilità, un invito a svegliarsi prima che sia troppo tardi”.

La dirigente scolastica Maria Rita Di Maggio ha condiviso lo spirito dell’iniziativa: “L’istituto Duca Abruzzi-Einaudi Pareto ha accolto la proposta dei genitori di Simone di far realizzare un murale non solo per l’affetto verso l’alunno scomparso tragicamente – afferma -, ma anche per il valore educativo dell’iniziativa. Il messaggio che porta con sé il murale è semplice, ma fondamentale: proteggere la propria vita è un dovere verso se stessi e verso gli altri. Se anche un solo ragazzo o una sola ragazza alla guida sarà più consapevole e responsabile, allora questo murale avrà trasformato una tragedia in un insegnamento e il ricordo di Simone continuerà a proteggere altre vite”.

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