lunedì, 21 Settembre 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Chiediamo maggiore presenza dello Stato nei quartieri

Confartigianato Palermo: «Dopo Falsomiele serve una riflessione»

L’aggressione alle forze dell’ordine avvenuta nei giorni scorsi a Falsomiele non deve essere considerata soltanto come un episodio di cronaca, per quanto grave, ma come l’occasione per aprire una riflessione più ampia sulle modalità con cui viene garantita la sicurezza nelle periferie e nei contesti urbani più complessi di Palermo.

A sostenerlo è Giuseppe Claudio Terruso, presidente di Confartigianato Palermo, secondo il quale quanto accaduto nel quartiere mette in evidenza anche le condizioni difficili nelle quali Polizia e Carabinieri sono chiamati quotidianamente a operare.

«Le forze dell’ordine lavorano continuamente in condizioni difficili – afferma Terruso – ma di questa realtà ci accorgiamo soprattutto quando accadono episodi eclatanti. Falsomiele ci consegna invece un tema che va oltre il singolo intervento: quello della presenza dello Stato nei territori più difficili e del modo in cui questa presenza viene percepita dai cittadini».

Secondo Terruso, uno degli aspetti sui quali occorre interrogarsi riguarda il delicato equilibrio tra prevenzione e repressione. «Gli interventi straordinari, i blitz e le operazioni di controllo sono necessari e rappresentano una risposta indispensabile quando si verificano situazioni di illegalità. Ma non possono essere l’unica modalità attraverso la quale un quartiere entra in contatto con le forze dell’ordine».

«La carenza di organico – prosegue il presidente di Confartigianato Palermo – e la conseguente difficoltà a garantire una presenza costante rischiano di determinare una percezione della divisa legata prevalentemente alla funzione repressiva o punitiva. La Polizia e i Carabinieri arrivano per un blitz, per un controllo straordinario o per intervenire quando qualcosa è già accaduto. È una presenza necessaria, ma che rischia di essere percepita come episodica e legata esclusivamente all’emergenza».

Il tema, secondo Terruso, è quindi quello di rafforzare la presenza quotidiana delle forze dell’ordine nei quartieri, soprattutto nelle aree periferiche e nei contesti sociali più fragili. «Se invece la presenza di Polizia e Carabinieri fosse maggiormente continua e integrata nel tessuto sociale – sottolinea – sarebbe più facile costruire l’idea delle forze dell’ordine come alleati quotidiani dei cittadini, garanti della legalità e punti di riferimento per la sicurezza».

Da qui la necessità, secondo Confartigianato Palermo, di proseguire verso un modello di polizia di prossimità e di quartiere, nel quale alla capacità di intervenire si affianchi una presenza stabile, visibile e dialogante.

«La sicurezza – dice Terruso –. non può essere soltanto la risposta a ciò che è già accaduto Deve essere anche capacità di conoscere i territori, intercettare le situazioni di disagio, dialogare con le comunità e costruire rapporti di fiducia. Una presenza quotidiana può avere una funzione importante non soltanto nel contrasto alla microcriminalità, ma anche nella prevenzione e nella ricostruzione del rapporto tra cittadini e istituzioni».

Per il presidente di Confartigianato Palermo, il tema riguarda direttamente anche il mondo delle imprese. «Le attività economiche delle periferie hanno bisogno di sicurezza, ma anche di un contesto nel quale i cittadini possano sentirsi parte di una comunità. Un quartiere nel quale lo Stato è percepito come una presenza quotidiana e riconoscibile è un quartiere nel quale anche imprese, lavoratori e cittadini possono sentirsi maggiormente tutelati».

«Falsomiele, dunque – conclude Terruso – dovrebbe rappresentare un’occasione per interrogarci su quale modello di sicurezza vogliamo costruire per Palermo. Una sicurezza capace certamente di reprimere l’illegalità quando necessario, ma anche di prevenirla attraverso la presenza quotidiana dello Stato. Perché la sfida non è soltanto arrivare quando l’emergenza è esplosa: è esserci prima, conoscere i territori e diventare un punto di riferimento per chi quei territori li vive ogni giorno».

19.3 C
Palermo

Seguici sui social