Sarà per il clima epico che si respira quando si gioca con la pioggia; sarà che vincere rimontando fa lo stesso effetto di una di quelle famose compresse blu di citrato di sildenafil; sarà che farlo con un rigore quasi allo scadere ti fa sentire taaaaaaaaaanto prestativo… Sarà quel che sarà, diceva Tiziana Rivale. La differenza è che con questo ritornello la cantante laziale ci ha vinto un Sanremo, il Palermo una partita che proietta i rosanero verso le zone nobilissime della classifica.
È un Palermo a trazione vichinga. Sorretto dalle prodezze finlandesi di Joronen e Pohjanpalo e con spruzzate di classe in salsa svedese del neo rosa, Johnsen. Si narra, a questo punto, che la dottoressa Maria Carolina Maddalena Castellucci abbia contattato i vertici del CFG per comprendere il motivo dell’ostracismo della società rosanero verso i calciatori danesi. A mister Dionisi – a fronte di zero punti conquistati e sei gol sul groppone nel doppio confronto – la soddisfazione di aver giocato al Barbera una buona partita. Molto meglio, in effetti, di tante altre nelle quali sedeva sull’altra panchina. A ciascuno le sue piccole gioie.
PRIMO TEMPO: GUARINO E GYASI I MARCATORI
Neanche il tempo di aprire l’ombrello che subito l’Empoli si porta in vantaggio. Guarino approfitta di un’area del Palermo versione biliardo e deposita la biglia in buca d’angolo. I rosanero hanno la reazione di un koala sazio e per poco i toscani non mandano di nuovo in tilt la retroguardia di Inzaghi. Quando meno te l’aspetti, ecco il pari dei padroni di casa. Le Douaron si trasforma in Francisco Gento e la mette in mezzo, Gyasi colpisce al volo, due sponde (palo e Fulignati) e buca! Il pari non mette alle corde i ragazzi di Dionisi che, invece, continuano ad essere frizzantelli. Ci pensa l’esimio arbitro Tremolada di Monza – sì, Monza, cosa? La classifica? No, non guardatela… – a interrompere gli ardori toscani. Tutti negli spogliatoi. Non prima, ovviamente, di vedere Joronen compiere qualcuna delle sue superparate.
SECONDO TEMPO: DALLA SCANDINAVIA CON FURORE
Momento libro “Cuore” con l’ingresso di Magnani dal 1° del secondo tempo e – a proposito di cuore – ce ne mettono tanto nella ripresa gli Inzaghi’s Boys. Subito Peda potrebbe portare in vantaggio i rosa, ma dobbiamo fidarci della Goal Line Technology e dell’orologio del sempre puntualissimo Tremolada di Monza che – non avendo altro da fischiare – inventa un fallo in favore dell’Empoli pur di non convalidare il gol al Palermo. I rosa non demordono e passano al 57° in quattro mosse: colpo di tacco del neoentrato, neoacquisto, neonilluminante Johnsen; cross di Tommy occhispaccanti Augello; torre di Le Douaron e destro di Pohjanpalo in fondo alla porta dei toscani. La partita è ancora in bilico: ad evidenziare questa frase ci pensa Ebuehi che dopo un pim-pum-pam in area di rigore batte Joronen. I rosa tornano a spingere e tornano in vantaggio al minuto 85 con Pohjanpalo su calcio di rigore. Otto minuti di recupero del sempre sia lodato arbitro Tremolada di Monza – Monza città, non Monza squadra, malpensanti che non siete altro! – supermiracolo di Joronen su Ignacchiti e per i tifosi rosanero è un sospiro di sollievo come in quello spot anni’80 delle caramelle balsamiche: il Palermo batte l’Empoli e vola in alto!
LE PAGELLE
Joronen 9. Vola con quanto fiato in gola a destra, sinistra, in alto, in basso, a testa sotto, in diagonale e di spalle. Incolpevole sui due gol, prodigioso in altre 16.587 occasioni. La parata in pieno recupero su Ignacchiti è da incorniciare ed esporre al Louvre nella zona dedicata ai capolavori.
Peda 6. Quando l’Empoli avanza c’è da fare gli straordinari. Il polacco timbra il cartellino e passa all’incasso. Colpisce di testa una traversa che urla “vendetta!” in dodici lingue diverse.
Bani 6. Partita lontana dagli standard di Banienbauer. Com’è, come non è, però, la vittoria del Palermo passa dal suo capitano: è lui a prendere il fallo sul quale Tremolada concede il rigore del successo.
Ceccaroni 5,5. Sarà colpa della pioggia, ma più volte sbanda quando puntato dagli attaccanti dell’Empoli. Aquaplaning.
Dal 46° Magnani 6. Ci mette voglia e fisico. Un suo intervento in scivolata scatena la bolgia al Barbera. Bentornato Magno!
Pierozzi 5,5. Elia se lo cucina in mille modi diversi ed il Fiesole Express è costretto ad una giornata di fermo tecnico in stazione.
Ranocchia 5,5. Ha calciatori dell’Empoli pure nei parastinchi e sotto la doccia. Ci prova, ma incide poco.
Dal 91° Blin s.v.
Segre 5,5. Corre a vuoto, non recupera palloni ed è poco intraprendente in fase offensiva. Per il resto, tutto ok.
Dal 82° Gomes s.v.
Augello 7,5. Per tutta la partita è una saetta che scorribanda sull’out di sinistra e crossa palloni al bacio per gli avanti rosanero. Il secondo gol del Palermo nasce da un suo cioccolatino e l’azione del rigore dopo un suo tiro miracolosamente deviato da Fulignati.
Gyasi 6. Con il ritorno di Palumbo (e l’ingresso in pianta stabile di Johnsen) non saranno tante altre le sue apparizioni nelle batteria dei trequartisti. Il gol (anche se tecnicamente è un autogol) è una panacea che scaccia qualsiasi malattia. Figuriamoci i voti negativi. Va benissimo così.
Dal 55° Johnsen 7. Un colpo di tacco a liberare Augello per il raddoppio rosa e 8.545 palloni giocati con la sapienza del veterano e la classe del fuori categoria. Come Dionisi diceva di Appuah: ci farà stropicciare gli occhi!
Le Douaron 6,5. Il “fantasma di Brest” prende a lenzuolate la difesa dell’Empoli. Due assist e tanto movimento sempre utile. Sostituito, esce contento come dopo una visita dall’urologo.
Dal 82° Vasic s.v.
Pohjanpalo 8. Un cannibale dell’area di rigore, un killer della palla vagante, un cecchino degli undici metri. Dategli un pallone, vi farà due gol. Joel, Sindaco di Palermo.
Inzaghi 6,5. Undici iniziale logico, centellina i nuovi arrivati e contribuisce al risultato finale con cambi che sistemano la squadra in campo.




