Dopo ventidue anni di attività chiude “Ai Chiavettieri”, uno dei locali simbolo della Vucciria e della movida palermitana. A prendere questa decisione, sofferta, il titolare, Gabriele Calandrino, che ha affidato alla giornalista di Balarm Anna Sampino parole amare sulle ragioni della sua scelta maturata nel tempo: «Chiudo per stanchezza, perché Palermo è cambiata e in giro c’è troppa microcriminalità, troppa droga».
Si abbassa così la saracinesca di un pub che, dal 2004 a oggi, ha attraversato stagioni di entusiasmo, crisi e ripartenze, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di giovani palermitani. Calandrino aveva appena 26 anni quando decise di scommettere su via Chiavettieri, aprendo un locale nei magazzini al piano terra di una palazzina ereditata dal padre. All’epoca la strada era uno dei tanti vicoli della Vucciria, poco illuminati e quasi deserti dopo il tramonto. «La sera di aperto c’era solo un ristorante – racconta – ma in quella strada io vedevo del potenziale. E così è stato. Ma negli ultimi tempi il centro storico è diventato invivibile. Non è esagerato se dico che scoppia una lite ogni sera. Non nel mio locale ma è evidente che, con una situazione di violenza dilagante, i clienti iniziano anche a scarseggiare. La gente ha paura e non esce». Un clima che, secondo l’imprenditore, ha finito per svuotare le strade e mettere in difficoltà chi lavora nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento. «Anche per noi lavorare è diventato pericoloso. Tutte le sere dobbiamo avere a che fare con ragazzetti pieni di soldi che fanno gli spavaldi, spesso pure armati. Si sentono i padroni della città: pretendono di bere gratis o di poter fare ciò che vogliono fregandosene di qualsiasi regola civile».
Parole che fotografano un malessere diffuso tra gli operatori del centro storico, alle prese con episodi di microcriminalità, spaccio e violenze che rischiano di compromettere l’immagine e la vivibilità di una delle zone più identitarie della città. Da fine gennaio l’attività è cessata, mentre i locali e la licenza sono stati messi in affitto.




