In Sicilia il primo giorno di piena applicazione del Decreto Carburanti, entrato in vigore il 19 marzo 2026, mostra una forte disomogeneità nei prezzi. Nelle province interne come Enna e Caltanissetta il diesel resta sopra i 2,05 euro al litro, nonostante lo sconto fiscale di circa 25 centesimi, mentre nelle aree costiere come Siracusa e Catania il calo è più rapido grazie alla vicinanza ai poli di raffinazione e alla maggiore concorrenza tra distributori.
Il decreto, varato per contenere l’impennata dei prezzi causata dalle tensioni internazionali sul petrolio, riduce temporaneamente le accise su benzina e gasolio e concede un credito d’imposta del 20% ad autotrasportatori e imprese della pesca. Inoltre, obbliga i distributori a esporre i prezzi medi regionali e incarica la Guardia di Finanza di verificare che i gestori trasferiscano effettivamente lo sconto ai consumatori.
Tuttavia, nelle province interne la rotazione lenta delle scorte e i costi logistici mantengono i prezzi elevati, creando una “Sicilia a macchia di leopardo”. Il rischio è che il beneficio fiscale reale arrivi solo parzialmente ai cittadini, mentre la volatilità internazionale del Brent potrebbe erodere rapidamente lo sconto alla pompa, incidendo sui costi di trasporto e sui prezzi al consumo.




