domenica, 20 Settembre 2026
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Due interventi distinti

Cocaina e rapina, due arresti tra Borgo Vecchio e Foro Italico

Due arresti a Palermo nell’ambito dei controlli dei Carabinieri della Compagnia Piazza Verdi, impegnati a contrastare le diverse forme di illegalità sul territorio. I militari hanno fermato due uomini, accusati a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di droga, rapina e tentata estorsione.

Al Borgo Vecchio, i Carabinieri del Nucleo Operativo hanno arrestato un palermitano di 28 anni, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti o psicotrope. Durante l’operazione, i militari hanno ricevuto il supporto dei colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia.

I Carabinieri avevano notato alcuni movimenti sospetti nei pressi dell’abitazione dell’uomo e hanno deciso di approfondire i controlli. La perquisizione domiciliare ha portato alla scoperta della droga.

Il cane antidroga ha infatti segnalato un vano sottoscala nella disponibilità del 28enne, dove i militari hanno trovato una busta con oltre 200 grammi di cocaina. La sostanza risultava già suddivisa in dosi e pronta per lo spaccio. Dopo l’arresto, il pubblico ministero ha disposto il trasferimento del 28enne nel carcere Lorusso Pagliarelli, in attesa dell’udienza di convalida.

Un secondo intervento dei Carabinieri ha riguardato invece il Foro Italico. I militari della Stazione Palermo Scalo hanno arrestato un cittadino egiziano di 39 anni, senza fissa dimora e con precedenti di polizia, con l’accusa di rapina e tentata estorsione.

Poco prima, un turista cinese aveva raccontato ai Carabinieri di aver subito il furto del cellulare da parte di uno sconosciuto. L’uomo avrebbe poi chiesto al turista una somma di denaro in cambio della restituzione del telefono. Di fronte al rifiuto della vittima, il sospettato si sarebbe allontanato.

La descrizione fornita dal turista ha consentito ai militari di individuare il 39enne poco distante. I Carabinieri lo hanno fermato e hanno recuperato il cellulare, poi riconsegnato al legittimo proprietario. Le accuse dovranno ora trovare conferma nelle successive fasi del procedimento e nel contraddittorio tra le parti.

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