L’Ordinanza sindacale n. 19 del 24 aprile aveva già disposto il divieto di balneazione, dal 1° maggio al 31 ottobre, in alcuni tratti interessati da immissioni. Un provvedimento rimasto poco conosciuto tra molti residenti e villeggianti
CAMPOFELICE DI ROCCELLA – Non sembra ancora definitivamente superata la situazione di emergenza che negli ultimi giorni ha interessato il litorale di Campofelice di Roccella. Dopo le prime fuoriuscite segnalate in prossimità della costa, nelle ultime ore nuovi ristagni sono stati riscontrati nelle aree vicine alla spiaggia, mentre resta alta l’attenzione di residenti, villeggianti e operatori turistici.

Le immagini raccolte mostrano un’ampia area di ristagno a pochissima distanza dal mare, con acqua torbida e materiale in sospensione. Le fotografie, da sole, non consentono naturalmente di stabilire natura e composizione di quanto fuoriuscito, elementi sui quali saranno determinanti gli accertamenti degli organismi competenti.
Nel frattempo, sul litorale sembra prevalere la prudenza. Un’altra immagine mostra un lungo tratto di spiaggia con ombrelloni e attrezzature regolarmente posizionati, ma con una presenza particolarmente ridotta di bagnanti. Un’immagine che restituisce il clima di preoccupazione e diffidenza che si respira tra chi in questi giorni frequenta la costa, proprio nel periodo dell’anno tradizionalmente caratterizzato dalla maggiore affluenza.
Il Comune attende gli esiti delle analisi
L’Amministrazione comunale ha comunicato di essersi attivata rispetto alle criticità riscontrate, interessando la ditta che gestisce l’impianto e richiedendo le analisi dell’Arpa. Il Comune ha inoltre affrontato con i rappresentanti dei residence e delle strutture alberghiere le modalità e gli orari di conferimento dei reflui alla rete, con l’obiettivo di ridurre la pressione sul sistema durante le ore di maggiore utilizzo.
Al momento non risulta adottato un nuovo divieto di balneazione specificamente collegato agli episodi di questi giorni, mentre si attendono gli esiti degli accertamenti sulla qualità delle acque. Ma proprio il tema del divieto di balneazione porta alla luce un elemento precedente all’attuale emergenza e finora rimasto sostanzialmente ai margini dell’attenzione pubblica.

Un divieto già pubblicato ad aprile, ma poco conosciuto
Un divieto di balneazione su alcuni tratti del litorale di Campofelice di Roccella esiste infatti già ed era stato disposto prima ancora dell’apertura della stagione balneare. Si tratta dell’Ordinanza sindacale n. 19 del 24 aprile 2026, provvedimento che, nonostante la sua rilevanza per chi frequenta quotidianamente la costa, risulta essere rimasto poco conosciuto tra molti residenti e villeggianti.
L’ordinanza recepisce il D.D.G. regionale n. 388 del 23 marzo 2026, con il quale vengono individuati i tratti di mare e di costa non balneabili per inquinamento e/o interessati da immissioni. Il Comune prende quindi formalmente atto della presenza nel proprio territorio di quattro tratti di costa interessati da “immissioni”. Per questi tratti viene disposto il divieto di balneazione per la stagione 2026, dal 1° maggio al 31 ottobre.
Tra le aree interessate figura il torrente Terre Bianche, per il quale vengono individuati 200 metri di costa, compresi tra le coordinate 37.9907 – 13.8605 e 37.9912 – 13.8621.
Il divieto riguarda anche 200 metri alla foce del fiume Imera e 400 metri in corrispondenza del torrente Roccella, oltre al punto di immissione dell’impianto di contrada Olivazza, ricadente nella zona di interdizione della foce del torrente Roccella. Il torrente Terre Bianche compare inoltre tra i tratti di mare e di costa oggetto di studio e campionamento, con uno specifico punto di prelievo individuato alle coordinate 37.991132 – 13.861553.
Va precisato che l’Ordinanza n. 19 non riguarda le fuoriuscite verificatesi in questi giorni e non può quindi essere considerata un provvedimento adottato in relazione all’attuale episodio. Si tratta di un divieto stagionale programmato sulla base del decreto regionale.
Il documento assume tuttavia oggi particolare interesse perché dimostra che, prima ancora dell’inizio dell’estate, erano già formalmente individuati sul litorale alcuni punti interessati da immissioni e, in corrispondenza di questi, erano stati stabiliti specifici divieti di balneazione.

Una criticità che non nasce oggi
L’attuale situazione si inserisce dunque in un contesto nel quale le difficoltà della rete e la maggiore pressione esercitata nel periodo estivo rappresentano elementi già conosciuti. Con l’aumento delle presenze nei residence, nelle strutture ricettive e nelle abitazioni del litorale cresce inevitabilmente anche la quantità di reflui che il sistema deve gestire. Proprio per questo, in questi giorni il Comune è intervenuto anche sulle modalità e sugli orari di conferimento alla rete.
L’ordinanza di aprile e le nuove criticità registrate sul territorio sono fatti distinti e vanno letti come tali. Allo stesso tempo, contribuiscono a delineare un quadro nel quale il tema delle immissioni e della tenuta del sistema durante la stagione estiva non rappresenta una questione comparsa improvvisamente nell’agosto 2026.
Mentre si attendono gli esiti ufficiali delle analisi Arpa, resta quindi alta l’attenzione sul litorale e sull’evoluzione della situazione, soprattutto in un periodo caratterizzato dalla massima presenza di residenti, villeggianti e turisti.



